Come prendersi cura di noi stessi in modo naturale e consapevole, senza ingredienti chimici dannosi che usiamo ogni giorno senza saperlo.
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venerdì 12 giugno 2020

Crema giorno per pelli miste al Ginepro fenicio e Calendula






Oggi proseguiamo con le formule, questa un po' più svelta e quindi meno elaborata di quella postata ieri al Finocchio marino, ma non per questo di grado inferiore, anzi.

Questa in particolare è un emulsione di estratti idroalcolici di Ginepro Fenicio e Calendula.
Speciale per pelli miste e grasse date le proprietà astringenti e dermopurificanti di Ginepro e Calendula, ma sopratutto dal fatto che non unge, si assorbe istantaneamente e sembra di non averla.
Questo grazie ad un ingrediente speciale che vedremo più avanti, il Dry Flo.
Un amido modificato particolare che scioglie nei grassi invece che in acqua, andando ad assorbire l'untuosità delle creme con risultati eccellenti e donando setosità.

Ingredienti:

FASE A:
Acqua demineralizzata 68g
Allantoina 0.2g

Fase B:
Olio di Jojoba 5g
Caprilico 3g
EmulRich 7g (INCI polyglyceryl-3 Stearate, Behenylalcohol; Glyceryl Stearate Citrate; Helianthus Annuus Seed Cera;
Glyceryl Caprate;Tocopherol; Ascorbyl Palmitate;Helianthus Annuus Seed Oil)

FASE C a circa 40gradi:
Olio di Calendula 3g
DryFlo 0.3g (Stemperato nell'olio di Calendula e sciolto benissimo).
Aperoxid 0.1g

FASE C1:
Estratto idroalcolico di Ginepro fenicio 4g
Estratto idroalcolico di Calendula 2g
Cosgard 0.4g

FASE C2:
AquaShuttle 7g
Frullata veloce per non rompere le microsfere nanosomiche.

O.e. di Ginepro (Juniperus communis) a piacere ma moderatamente. Io ne ho messe 15 gocce.

Notare la non presenza di Glicerina e Xantana/Sclerotium. Questa particolare miscela emulsionante EmulRich ne permette di ometterne l'uso se si vuole. (Microsfere di glicerina sono comunque presenti nell'AquaShuttle).
Inoltre possiamo dimezzare il conservante in quanto ha anche un antimicrobico basico incorporato. Ho usato il 0.4g di Cosgard inveve del classico 0.8g. (Senza andare a scomodare l'alcool contenuto nelle tinture, circa 4% libero in formula, che aiuta ulteriormente la conservazione). Volendo potete inserirli comunque, a piacere.

Crema giorno agli estratti idroalcolici di Finocchio marino, Liquirizia, Calendula e Carota






Stamane vi presento la mia crema estiva al Finocchio marino, Calendula, radice di Liquirizia e olio di Carota. Con complesso di microsfere nanosomiche idratanti a lento rilascio.

Una chicca idratante e lenitiva (Calendula, Carota e Liquirizia) ricca di minerali marini organici del Finocchio marino, perfetta per le sere d'estate.

Una delle mie migliori formule.
Stende come seta, profuma meravigliosamente, morbida e leggera 🌼🏝

Fase A:
Acqua demineralizzata 63g
Sclerotium gum/Xantana 0.4g

Fase B:
Olio di Calendula 5g (Autoprodotto)
Olio di Jojoba 2g
Caprilico 2g
Emulrich 7g (INCI: polyglyceryl-3 Stearate, Behenylalcohol; Glyceryl Stearate Citrate; Helianthus Annuus Seed Cera;
Glyceryl Caprate;Tocopherol; Ascorbyl Palmitate;Helianthus Annuus Seed Oil)

Fase C a circa 40gradi:
Olio di Carota 1g
Olio di Calendula 2g (Autoprodotto)
Glicerolo 5g
Aperoxid 0.1g (Antiossidante verde)

Fase C2:
Tinture madri di
Liquirizia 1g (Decottata di Avicenna UK)
Finocchio Marino 2g (Autoprodotta)
Calendula 2g (Autoprodotta)
Cosgard 0.4g (Conservante verde)

C3:
AquaShuttle 7g (Complesso nanosomico idratante a lento rilascio) Ultima frullata velocissima per non danneggiare le sfere nanosomiche di glicerina.

O.e. di Bergamotto senza furanocoumarine (Va bene anche sotto il sole) a piacere.

12% Grassi totali

lunedì 8 giugno 2020

Come preparare l'Oleolito di Iperico o Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum)




Giugno,

l'inizio dell'estate e mese della fioritura di questa meravigliosa pianta officinale, l'Iperico, pianta solare conosciuta col nome botanico di Hypericum perforatum. Perforatum per via della peculiare caratteristica delle foglioline che viste controluce presentano varie ghiandole translucide che appaiono "bucate", e che danno il nome ad uno dei suoi tanti principi attivi, l'Iperforina di cui parleremo più avanti. Membro di una grande famiglia di piante chiamate Clusiaceae.

L'Iperico, Hypericum perforatum o Erba di San Giovanni, è originaria delle isole Britanniche, chiamata così per via del fatto che veniva tradizionalmente raccolta il 24 Giugno, proprio il giorno di nascita del santo.
Quest'anno ha fiorito largamente in anticipo, potendo essere raccolto già da fine Maggio in molti regioni d'italia.
Il suo habitat sono i boschi e le colline soleggiate, predilige terreni aridi ed incolti, è presente in tutte le regioni di Italia e praticamente in tutte le regioni temperate del mondo data la sua invasività.

Infestante dei campi e velenosa per gli animali erbivori, viene considerata una peste da debellare da parte degli allevatori, fortunatamente non è così per noi, che possiamo utilizzarla prendendo le dovute precauzioni.

Tradizionalmente i suoi usi erboristici spaziano da cicatrizzante per la pelle ad antidepressivo, come vedremo più avanti questa pianta ha molteplici utilizzi.

Ne viene utilizzata tutta la parte aerea, quindi fiori e foglie.

Se ne ricavano i seguenti prodotti erboristici:

  • L'estratto secco trasformato, quindi compresse ed opercoli per uso interno
  • La pianta secca per l'uso in tisane e creazione di estratti fluidi
  • La pianta fresca per la creazione di macerati idroalcolici/oleosi/glicerici, quindi tinture madri, oleoliti, gliceriti, distillazione di olio essenziale e come base per preparazioni omeopatiche


Veniamo ai componenti attivi di questa pianta, i principali e più studiati sono l'Ipericina e l'Iperforina.

L'Ipericina, è un naftodiantrone, un derivato antrachinonico, una molecola altamente instabile, viene inattivata dal processo di trasformazione, dall'ossigeno e dalla luce, è presente nella tintura madre e negli estratti secchi ma praticamente non negli oli, ha proprietà antibatteriche, antivirali e favorisce la guarigione delle ferite.
Questa è la tanto temuta molecola fotosensibilizzante dell'iperico, se non fosse che.. non sia presente nell'oleolito, come vedremo avanti.

L'Iperforina è un terpene ciclico, questo invece presente negli oleoliti finiti ed è il principale componente attivo dell'olio.
È la principale molecola attiva nel trattamento della depressione dell'Iperico.

Altri componenti meno noti dell'Iperico ma non meno importanti dei due sopraelencati sono i flavonoidi, tannini, xantani, composti fenolici e polisaccaridi. Questi fanno parte del fitocomplesso, e sono preziosissimi al pari delle due sostanze elencate sopra.

In erboristeria si parla spesso di fitocomplesso con una visione più olistica della pianta, a differenza della farmacia dove si va a focalizzarsi sullo studio della molecola singola. Con questo si vuole sottolineare che nonostante l'Iperforina e l'Ipericina abbiano una forte azione farmacologica, è sempre l'insieme delle molecole presenti nella pianta che agendo sinergicamente vanno ad ottenere i diversi effetti ricercati.


Veniamo al sodo e andiamo a preparare l'Oleolito di Iperico.

L'oleolito non è altro che un olio vettore, (che ricordiamo essere un ottimo solvente) spesso vegetale, in cui vengono macerati estratti sia animali che vegetali, per così permettere alle sostanze attive presenti in essi di essere trasportate in quest'ultimo e poterne beneficiare in preparazioni varie, in questo caso ad uso topico.

La scelta degli oli utilizzabili è varia, ma è altresì necessario prendere alcune misure specifiche in questa particolare preparazione, essendo un oleolito che ha bisogno di calore per la sua riuscita.
Con questo si intende specificamente l'uso di oli non particolarmente termolabili (resistenti al calore) e resistenti all'irrancidimento.

Cosa è l'irrancidimento? è un processo di alterazione naturale che va a degradare la qualità degli oli sino a renderli inutilizzabili. Le cause maggiori sono i raggi UV, il calore, l'ossigeno, i metalli catalizzatori (presenti nella pianta) ed il fattore tempo (cruciale) non a caso gli oli vengono venduti in bottiglie scure, per permettere a meno luce possibile di venire a contatto con il prodotto. Un olio rancido non può essere utilizzato in alcun modo in quanto ricco di prodotti di alterazione nocivi. Esso presenta un caratteristico odore di nocciola, stantìo, quasi nauseabondo.

Tradizionalmente l'olio extravergine di oliva veniva utilizzato a tale scopo, per la sua resistenza nel tempo, data sopratutto dal profilo di sostanze antiossidanti contenute in esso, che vanno a prevenire (rallentare in questo caso) la temuta ossidazione/irrancidimento.
Possono essere usati anche l'olio di Mandole o di Riso, ma presenteranno tempi di conservazione più brevi.
 L'olio di Sesamo anch'esso è un ottimo olio per preparazioni erboristiche in quanto resistente all'irrancidimento, è preferibile acquistare un olio vergine estratto a freddo al contrario dell'olio estratto da semi tostati, oltre ad essere un ottimo olio per massaggi e frizioni.
Ultimamente si sperimenta sempre più con oli di cocco e di palma per via della loro  sempre maggiore popolarità nelle nostre cucine. Quello di cocco è particolarmente adatto date le sue innumerevoli proprietà, ne esistono addirittura versioni deodorizzate e quindi prive di profumo, ottime per chi preferisce profumi neutri, ne parlo in questo altro mio post. 
Un altra variante è l'olio di cocco frazionato, è uno dei migliori oli per preparare l'oleolito. Ha un altissima resistenza all'irrancidimento, un odore neutro, e delle molecole piccole piccole che si infiltrano tra i corneociti trasportando le sostanze attive della pianta più in profondità rispetto ad altri oli più "filmanti".

Non tanto consigliati invece l'olio di girasole o di semi vari in quanto tendenti ad ossidare velocemente, essendo oltretutto relativamente poveri di sostanze antiossidanti, a differenza per esempio della controparte oliva.
 
In mancanza di altro o se il budget non lo permette si può chiudere un occhio e scendere a compromessi, specialmente se andremo a produrre piccole quantità da usare in tempi brevi.

Esistono in commercio degli oli di girasole "alto oleico" che resistono meglio a questi processi di trasformazione, dal costo contenuto e sicuramente più versatili della controparte tradizionale. Questi sono una valida alternativa da usare per preparare oleoliti.

Ora andiamo finalmente agli ingredienti e alla preparazione:


Necessario per il tutto:

  • Olio di Oliva extravergine
  • Fiori di Iperico
  • Barattolo con tappo
  • Garza fine di cotone
  • Carta stagnola


Andiamo a riempire un barattolo di fiori di Iperico raccolti nel loro periodo balsamico e quindi verso metà Giugno, sminuzzati il più possibile per permettere a più sostanze possibili di essere trasferite nell'olio.
 Tracce di foglioline verdi sono prettamente innoque, le foglie stesse contengono oli essenziali che verranno estratti e intrappolati nell'olio. L'olio essenziale è riequilibrante e utile nel trattamento di traumi.

Ora riempiamo il barattolo quasi sino all'orlo e versiamo l'olio di oliva sino a coprire bene i fiori. Questo è indispensabile in quanto la parte non coperta d'olio andrebbe a degradarsi e favorire la proliferazione di muffe e batteri che ne comprometterebbero l'uso.
Una volta coperto d'olio posizionare una garza fine sopra l'apertura del barattolo, questa dovrà sbordare fuori dal tappo e servirà per permettere all'umidità presente nei friori freschi di fuoriuscire filtrando fuori evitando così che si crei condensa sotto il tappo, infine chiudere avvitando leggermente sopra la garza. In mancanza di garza si potrebbe tenere il tappo leggermente svitato per sfiatare ed andare ad asciugare l'eventuale condenza giornalmente con un panno asciutto e pulito.
L'umidità contenuta nella materia vegetale fresca come in questo caso è nemica del macerato in quanto facilita le fermentazioni microbiche, è sempre bene tenerla sotto controllo.

Una piccola parentesi sul discorso data di raccolta: sento dire spesso che i fiori vanno raccolti SOLO il 24 di Giugno, il giorno di San Giovanni. Questa affermazione lascia il tempo che trova, se da una parte questa è la data di raccolta legata alle tradizioni di tempi passati, non rispecchia la realtà di ogni luogo.
Il periodo di raccolta varia da anno ad anno, dalla zona geografica, dal clima. Un esempio banale è il fatto che qua in Sardegna i fiori stiano già passando e siamo all'8 di Giugno, aspettare al 24 equivarrebbe a perdere l'occasione di raccolta in quanto già appassito e secco. Quindi la regola, più sensata, è quella di raccoglierlo semplicemente quando è pronto, quando i fiori sono belli gialli e pomposi, quindi da metà Maggio ad Inizio Luglio in base alla zona.


Ora, ritornando al discorso ossidazione, alcuni mettono il barattolo sotto al sole diretto per ben 40 giorni, noi vogliamo consigliare invece di coprire il barattolo con la carta stagnola per evitare ai raggi UV di degradare l'olio e che in 40 lunghi giorni andrebbero ad impattarne la qualità finale.
Ricordiamoci che è il calore stesso del sole che facilita il trasporto delle sostanze dell'olio, la carta stagnola ci viene in aiuto per questo scopo, schermando dai raggi diretti ma permettendo ugualmente la trasmissione di calore, che ammorbidendo i tessuti della pianta ne faciliterà il rilascio nell'olio.

Conoscendo questo principio è possibile anche preparare oleoliti di Iperico a bagnomaria in circa 2-4 ore (ogni autore ha pareri discordanti) e lasciandolo successivamente macerare ulteriormente per altri 10 giorni al buio, ottenendo un olio rosso rubino in breve tempo. Questo metodo è utile laddove le condizioni atmosferiche non permettono una macerazione tradizionale. La macerazione a bagnomaria comporta sia vantaggi (tempo di preparazione ridotto) che svantaggi (l'olio viene sottoposto a calore intenso, anche se di relativamente breve durata, sia i componenti presenti nell'olio che nella pianta si degradano ulteriormente nel processo) io personalmente preferisco il metodo di macerazione tradizionale.

I puristi e i seguaci delle tradizioni possono esporre l'olio al sole diretto, ma con qualche compromesso. Il sole diretto, amplificato dal vetro del barattolo, non solo accelera il processo di irrancidimento ma va ad intaccare una vasta quantità di sostanze utili presenti sia nell'olio stesso che nella pianta. Ad ognuno il suo.

Chiudendo la parentesi:
Coprire bene e posizionare in luogo soleggiato per 40 giorni capovolgendo giornalmente per permettere alle molecole di trasferirsi meglio nell'olio.
L'olio assumerà un colore rosso rubino, merito non dell'Ipericina come precedentemente pensato, che ricordiamo essere praticamente non più presente nell'olio ma dei seguenti composti:
I 3', II 8-biapigenin e 1,3,6,7-tetrahydroxy-xantone che sono responsabili di colore e fluorescenza.
Sfatiamo quindi per sempre il mito che l'olio non possa essere usato di giorno per la sua presunta fototossicità, la molecola incriminata semplicemente non sopravvive nell'olio.


Passati i 40 giorni abbiamo 2 opzioni, filtrare con una garza, imbottigliare ed utilizzare successivamente oppure lasciare la pianta a macerare ancora ed eliminare solo la parte non più immersa nell'olio a seguito di ogni prelievo.

Nessuno vi vieta di farne una macerazione al buio ed al fresco, come si usa fare per la maggiorparte degli oleoliti, otterrete sempre un ottimo prodotto dalle qualità più delicate.

Questo preparato può essere addizionato di Vitamina E liquida o di antiossidanti naturali tipo l'Aperoxid per tentare di prolungare eventualmente la scadenza, ricordiamo però che l'oleolito di Iperico è un oleolito particolarmente "maltrattato" e soggetto ahimè ad una durata sicuramente inferiore rispetto ad altre macerazioni, ottenute con metodi più gentili.
La durata dell'oleolito è di circa un anno, la regola è sempre controllare a naso l'eventuale irrancidimento col passare del tempo. A differenza di preparazioni idroacoliche come le tinture madri, che hanno una durata indefinita, gli oleoliti soffrono particolarmente la degradazione col tempo. Teniamo ben presente che l'olio utilizzato in partenza sia il quanto più fresco possibile, un olio che ha pochi mesi di scadenza, ne avrà ancor meno dopo averlo trasformato in oleolito, quindi controlliamo le date di scadenza al momento dell'acquisto se non si ha la fortuna di avere un frantoio in casa.

Conservare in bottiglia di vetro scura e lontano dalla luce, ora sapete il perchè. 

Veniamo infine agli usi, può essere usato così com'è per trattare pelle lesa, cicatrici da acne, piaghe da decupito, scottature solari, bruciature di varia entità, trattamento di linee sottili.
Utile frizionato per trattare dolori muscolari ed articolari.
Ha effetto emolliente, cicatrizzante, lenitivo e dermorestitutivo essendo un ottimo ricostituente della pelle.

Può essere aggiunto a caldo o a freddo nella preparazione di creme e unguenti (circa 3% a fine emulsione) o miscelato direttamente alle nostre creme preferite sul palmo della mano durante l'applicazione.


NOTA INFORMATIVA: L'uso interno di preparati a base di Iperico necessita di parere medico se sono in corso cure farmacologiche o in presenza di condizioni particolari in quanto un interazione farmacologica con vari medicinali è possibile. Questo post tratta solo la preparazione di olio per uso esterno.


Buona produzione!

Bioecomen








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venerdì 15 agosto 2008

Unguento ghiacciato con Cera D'Api alla Menta ed Eucalipto














Succede molte volte la sera di avere gambe, cosce e piedi stanchi e bollenti dopo il lavoro o la lunga giornata.
Una buona idea è quella di fare un bel pediluvio freddo per tonificare ed alleviare il calore.
Se al pediluvio, successivamente abbiniamo una pomata rinfrescante otteniamo un trattamento per muscoli affaticati di grande effetto.

Come base per la pomata useremo Cera d'api e olio di mandorle dolci, abbinato agli oli essenziali di menta ed eucalipto, balsamici e rinfrescanti.
La cera d'api dà consistenza all'unguento e dona alla pelle protezione mantenendo gli oli essenziali per lungo tempo, l'olio di mandorle dolci ammorbidisce la cera d'api ed ha effetto emolliente e nutre la pelle in fondo.
é ottimo anche massaggiato sul petto prima di dormire, apre le vie respiratorie ed ha effetto balsamico favorendo il buon sonno.

Ingredienti:
  • 8gr Cera D'api
  • 42gr Olio di Mandorle Dolci
  • 30 gocce olio essenziale di Menta Piperita
  • 30 gocce olio essenziale di Eucalipto
Preparazione:

Mettere a bagnomaria la cera d'api ed aggiungere successivamente l'olio di mandorle, mescolare sino al completo scioglimento e togliere dal fuoco.
Mescolare di tanto in tanto sino a che la pomata si sia rappresa e vada per raffreddarsi.
Aggiungere mescolando gli oli essenziali e mescolare bene.
Per avere un unguento ancora più fresco possiamo aggiungere una puntina di cucchiaino di cristalli di mentolo, così otterremo un preparato molto più fresco che dona sollievo.
Tenere in un contenitore con tappo ben chiuso.
Se si vuole preparare una dose più grande di unguento si deve calcolare sempre una parte di cera d'api su circa 5/6 di olio . Si possono variare le dosi per ottenere unguenti più morbidi o duri in base all'uso che se ne vuole fare. Ricordando sempre che più cera d'api si usa e più duro viene il composto.

Uso:
Massaggiare gambe , piedi, e parti accaldate e doloranti dopo il pediluvio o la doccia fresca.
Applicare sempre con movimenti circolari sulla parte sino al completo assorbimento .

venerdì 25 luglio 2008

Creme Solari : come, perchè, quando.










Ogni anno, prima dell'arrivo dell'estate, milioni di confezioni plastiche di prodotti solari ed abbronzanti finiscono negli scaffali della grande distribuzione.
Sulle confezioni é possibile trovare una miriade di informazioni diverse e totalmente opposte e quindi creano confusione durante la lettura del cliente interessato.
Con questo articolo si vuole creare una piccola guida con informazioni utili sul funzionamento delle creme solari e su come sia possibile scegliere e districarsi tra le migliaia di prodotti simili in commercio.
Le creme solari protettive, come tutti sanno servono a proteggere la pelle dai raggi del sole, a non scottarsi ed a prevenire i classici rossori, bruciori e scottature classiche causate da una prolungata esposizione al sole.
Normalmente le creme protettive si distinguono imediatamente in base al loro livello di protezione. Il noto SPF (Sun protection factor : fattore di protezione solare). Bene, ma cosa vuol dire fattore di protezione solare? Il SPF è semplicemente la denominazione della durata di esposizione al sole nel quale non ci si scotta se confrontata ad una esposizione senza prodotto protettivo. Semplicemente, per fare un esempio, se ci si mette la crema solare in una parte del corpo ed in un altra no, il tempo che si ha prima di bruciarsi viene moltiplicato per il numero di fattore di protezione. Se ci si scotta in 60 minuti senza protezione ,ed invece usiamo una crema con SPF 30 ci si scotterebbe in 30 ore di esposizione al sole.
Bene, questa piccola regoletta serve per valutare il grado di protezione che è in grado si assicurare una crema protettiva.

Passiamo all'argomento principale : Gli ingredienti.
Gli ingredienti caratterizzanti delle creme e lozioni solari protettive si chiamano Filtri solari.
I filtri solari sono delle sostanze (sia naturali che chimiche) che riflettono o assorbono la luce del sole e non permettono ad essa di attraversare la barriera protettiva e raggiungere l'epidermide.
L'importanza della loro funzione sta nel proteggere la pelle e non permettere di scottarsi o addirittura ustionarsi durante l'esposizione al sole.
Possiamo banalmente suddividere i filtri solari in filtri chimici e filtri fisici. Vediamone le caratteristiche principali e quali vanno preferiti ad altri:

I Filtri solari chimici sono sostanze chimiche generalmente derivate dal petrolio che hanno la peculiarità di assorbire i raggi del sole e di non permettere ad essi di arrivare all'epidermide. La loro struttura è altamente complessa per via della loro delicata funzione. Riescono ad assorbire i raggi del sole, ma allo stesso tempo creano un surriscaldamento dell'epidermide dovuto allo smaltimento del calore che questi filtri provocano. Questo effetto è il classico effetto delle creme da negozio una volta spalmate sulla pelle.
Vengono usati come ingredienti nelle creme solari per via del loro basso costo, essendo prodotti in laboratorio, e per la loro peculiarità di essere trasparenti, non visibili e quindi anche anti-estetici.
La complessa composizione di queste sostanze fa si che la pelle diventi reattiva al trattamento e ci sono moltissime probabilità che la reattività sfoci in allergia e problemi cutanei più o meno gravi.Alcuni di questi sono sospettati di interferire con l'attività di alcuni estrogeni.
I filtri chimici a loro volta sono suddivisi in filtri per gli UV-A e
filtri per gli UV-B, questo ci fa capire quante sostanze vengono usate
per la composizione di una crema solare e quanti rischi di allergie e
problemi a cui possiamo andare incontro.
Sono comunemente usati i seguenti composti e sono quindi da evitare:


  • Ethylhexyl Salycilate
  • Diethylhexyl Butamido Triazone
  • Butyl Methoxydibenzoylmethane
  • 4-Methylbenzyliden Camphor
  • (4-MBC)Benzophenone-3(Bp-3)
  • Octyldimethyl-PABA (OD-PABA)
  • Ethylhexyl Triazone
  • Ecc.

I Filtri solari fisici sono (a differenza dei filtri solari chimici) sostanze sicuramente più naturali e sono generalmente usati in cosmetica:

  • Zinc oxide ( ossido di zinco)
  • Talc (talco)
  • Titanium dioxide( Diossido di titanio)
Queste sostanze hanno la peculiarità di riflettere indifferentemente i raggi del sole senza che questi possano raggiungere l'epidermide.
Il loro effetto specchio fa si che i raggi vengano respinti del tutto e non assorbiti e quindi non causa il surriscaldamento dell'epidermide.
Sono più sicuri dei filtri chimici per via della loro composizione estremamente più semplice dei loro simili chimici, e quindi molto più tollerati dalla pelle.
Il loro più grande difetto sta nel fatto che lascino una patina generalmente bianca sulla pelle, senza la possibilità di essere assorbiti. Questa caratteristica ne ha determinato la scelta dei produttori da questi ai loro "cugini" chimici per via della loro trasparenza sulla pelle.
Altra differenza sta nel fatto che più ne vengono spalmati sulla pelle e piu donano protezione essendo più concentrati, al contrario dei filtri chimici che hanno circa lo stesso livello di protezione indipendentemente dal dosaggio.

Questi filtri sono da preferire sicuramente ai filtri chimici, e sono gli unici filtri ad essere usati nei prodotto Bio-ecologici e quindi certificati per noi da aziende quali AIAB e ICEA.

Oltre ai suddetti filtri, le creme solari hanno al loro interno altre sostanze carratterizzanti che ne determinano le proprietà cosmetiche.
Le creme che vengono vendute come resistenti all'acqua, sono generalmente prodotti composti con oli minerali e petrolati .I più comuni e rintracciabili negli ingredienti dei prodotti sono:
Paraffinum liquidum
Petrolatum
Vaseline
Mineral oil
Ecc.
Queste sostanze sono derivate dal petrolio e sono proibite dalla certificazone eco-bio in quanto hanno vari effetti negativi sulla pelle, oltre ad essere difficilmente biodegradabili in natura. La loro propietà è di essere resistenti all'acqua e quindi ottimi nelle creme per bagnanti e sportivi in quanto non necessitano di spalmarsi sempre crema. I loro effetti dannosi vanno dalla loro cancerogenicità se impuri, al loro essere comedogenici e quindi tappano i pori della pelle impedendole di respirare, causando eruzioni cutanee ed altri inestetismi..

Altri ingredienti da evitare nei prodotti solari sono i Siliconi.
I siliconi sono ingredienti chimici che danno spalmabilità ed effetto liscio-finto sulla pelle. Vengono usati per il loro feedack al tatto ma sono completamente inutili alla pelle se non dannosi. Alcuni di questi sono addirittura classificati come cancerogeni e mutageni sugli animali da laboratorio.
Possiamo trovarli negli ingredienti come :
Dimethicone
Ciclomethicone
Dimethiconolo
e molti altri ingredienti che finiscono con One

I complessi ingredienti che compongono le creme solari sono spesso imputati dell'inquinamento marino con danni evidenti alle specie marine come i coralli e gli animali impossibilitati a muoversi che filtrano l'acqua.
Questo denota quanto le famose cremine siano dannose sia a noi sia al nostro ambiente.

Oltre alla lista degli ingredienti da evitare, che è estremamente più lunga di quella postata in precedenza. Possiamo beneficiare di altri utili consigli per evitare gli effetti dannosi sulla pelle dei prodotti solari. Il consiglio più responsabile è quello di non esporsi al sole nelle ore di punta 11-15 per evitare di prendere troppo sole con evidenti conseguenze sulla pelle. Oltre al fatto che le creme solari non garantiscono una protezione 100% e quindi meglio evitare di fare danni. Danni che si riscontrano con l'andare degli anni con caduta della pelle e macchia cutanee, oltre all'insorgenza di tumori e altri problemi. Altro consiglio è lavare bene la pelle dopo l'esposizione al sole per eliminare ogni traccia di prodotto.

Leggendo questa semplice guida si vede come moltissimi degli ingredienti dei prodotti solari siano dannosi ed inutili alla pelle.
Cerchiamo sempre di informarci il più possibile ed evitare prodotti dannosi e se il caso di boicottare marchi che vendono senza scrupoli prodotti che creano problemi pensando solamente ai profitti e non alla salute del cliente.
Una buona regola è di scegliere cosmetici certificati Eco-Bio da aziende quali AIAB - ICEA che ne controllano gli ingredienti in base a loro lavore tossico-etico-ambientale assicurando materie prime di ottima qualità senza sostanze dannose e nel pieno rispetto dell'ambiente.


Troviamo alcune informazioni più accurate e dettagliate sugli ingredienti chimici dei prodotti solari a questi indirizzi.Dove troverete descritti i principali ingredienti e le loro caratteristiche:

Sai cosa ti spalmi 1
sai cosa ti spalmi 2
Angolo di Lola
Aamterranuova


mercoledì 2 luglio 2008

Lozione Jojoba e Tea Tree per pelli impure









Chi ha tendenza ad avere imperfezioni e pelle acneica sul viso, oltre a correggere l'alimentazione dovrebbe curare e prevenire l'insorgenza di questi problemi.
Ci sono vari metodi in cosmetica per minimizzare la comparsa di brufoli ed imperfezioni sul viso.
Sicuramente una buona idea è quella di fare ogni 15 giorni una bella pulizia del viso con oli essenziali tipo questa descritta in un altro mio articolo Suffumigi per pelle impura .
Oltre alla pulizia costante del viso, ma ricordo sempre moderata evitando eccessi. Si può ricorrere a lozioni di mantenimento che prevengono l'acne e la comparsa di imperfezioni.
L'olio di jojoba è un seboregolarizzatore della pelle, nutre ed idrata la pelle e la protegge dagli agenti esterni, non ostruisce i pori della pelle e non unge, quindi indicato nel trattamento della pelle acneica e grassa, ma anche di quella normale.
Se alle proprietà dell'olio di Jojoba, aggiungiamo dell'olio essenziale di Tea Tree, ottimo antibatterico ed antimicotico naturale, otteniamo una lozione naturale contro l'acne dai risultati sicuramente ottimi.

Ingredienti:
  • 100ml Olio di Jojoba
  • Olio essenziale di Tea Tree
Preparazione:
Mescolare in un barattolo l'olio di jojoba con 3ml di olio essenziale di tea tree per una crema d'urto dopo la pulizia della pelle.
Oppure se si vuole una crema giornaliera aggiungere per la preparazione viso 0.5% di olio essenziale, e per il corpo 2% sul totale.
Amalgamare bene il tutto. Mettere in un barattolo dosatore . La crema è pronta.

Uso:
Massaggiare bene la lozione con movimenti circolari su viso e collo la mattina o la sera sino a completo assorbimento.

martedì 3 giugno 2008

Balsamo Mani Protettivo













Buttiamo via il classico balsamo mani che abbiamo nell'armadietto, quello "per intenderci" con una fila di ingredienti che non finisce mai.
E dedichiamoci alle nostre mani creando in 2 minuti un ottimo balsamo naturale protettivo.
Oli e grassi vegetali sono degli ottimi ingredienti naturali per la cura e la protezione delle mani in moltissime esigenze.
Questo Balsamo grasso per le mani ha azione protettiva e nutriente della pelle, protegge dagli agenti atmosferici quali vento, neve, freddo. E indicato per chi usa spesso detersivi ed è spesso a contatto con sostanze aggressive.

Ripristina il film idrolipidico della pelle e rende le mani morbide e vellutate.

Gli ingredienti sono: Burro di karitè, dà consistenza al tutto ed ha azione nutriente protettiva.
Olio di Avocado: regala un effetto vellutato sulla pelle e la nutre profondamente.
Olio di Jojoba: è un ottima cera naturale che riveste le mani donando protezione dagli agenti atmosferici e dal sole.
Il mix di questi 3 grassi vegetali crea un capolavoro di ecobio cosmesi utilissima con pochi e semplici ingredienti naturali.

Ingredienti:
  • 100g Burro di Karitè
  • 20ml Olio di Avocado
  • 15ml Olio di Jojoba
Preparazione:

Scaldare a bagnomaria il burro di karitè in un pentolino a bassa temperatura mescolando con un cucchiaio sino che si sia sciolto.
Subito dopo che si sarà sciolto togliere dal bagnomaria ed aggiungere gli oli di avocado e jojoba, mescolare per fondere completamente gli oli e mettere in un contenitore adatto o in una boccetta ( il contenitore originale del burro di karitè va benissimo) quindi lasciare raffreddare e addensare.

L'aggiunta degli oli al burro di karitè aggiunge anche l'utilità di renderlo molto morbido e spalmabile sulla pelle.

mercoledì 28 maggio 2008

Balsamo Piedi Deodorante











Prepariamo un Balsamo per prenderci cura dei nostri piedi.

Questo unguento si prende naturalmente cura dei piedi, grazie all'azione sinergica dei suoi ingredienti:
Burro di Karitè nutre ed idrata la pelle.
Olio alla Calendula, proprietà cicatrizzanti, antinfiammatorie utile contro screpolature.
Oli essenziali di Lavanda Tea Tree e Timo per deodorare, combattere i cattivi odori hanno azione battericida e funghicida, combattono efficacemente i funghi che spesso attaccano i piedi.
Lascia un profumo persistente delicato.


Ingredienti:
  • 100g Burro di Karitè
  • 20ml Olio di calendula
  • Oli essenziali di: Lavanda - Tea Tree - Timo
Preparazione:

Scaldare in un pentolino il burro di karitè sino al completo scioglimento, aggiungere l'olio di calendula e mescolare bene , mettiamo in un recipiente e lasciamo raffreddare ed addensare un pò. appena il balsamo sarà quasi freddo aggiungiamo gli olii essenziali che così non evaporeranno.
Mettiamo 10 gocce di OE di lavanda, 10 gocce di OE di tea tree e 10 gocce di OE di timo.Amalgamiamo bene e chiudiamo il barattolo. Lasciamo raffreddare del tutto, il balsamo piedi è pronto. Per preparare un balsamo più efficace per contrastare meglio sudore ed odori , aggiungiamo all'impasto 2 cucchiaini di amido di riso ed un cucchiaino di polvere di allume di potassio( la otteniamo semplicemente grattuggiando una pietra di allume in una gratuggia) . L'amido di riso assorbe il sudore e mantiene il piede fresco ed asciutto, l'allume di potassio invece è un potente antibatterico naturale, che contrasta i cattivi odori in modo persistente .

Uso:

Applichiamo l'unguento dopo la doccia o il pediluvio, magari dopo uno scrub per eliminare la pelle morta.
Questo unguento previene i cattivi odori , ha azione battericida, disinfettante e funghicida.
Lascia i piedi molli e morbidi, combattendo calli, duroni ed inspessimenti della pelle.
Il piede rimane fresco, profumato, morbido ed idratato per tutto il giorno.

domenica 25 maggio 2008

Crema notte Karitè e Arancia















Prepariamo una crema notte al Olio di Germe di grano, Burro di karitè ed Olio essenziale di Arancio dolce.


Questa crema notte fonde le proprietà nutrienti e idratanti del burro di karitè con le funzioni Anti-Age e rigeneranti dell'olio di germe di grano.

L'olio di germe di grano è ricco di vitamine, specialmente la vitamina E naturale, un ottimo anti ossidante, previene le rughe, nutre, rinforza il film idrolipidico della pelle e la rimineralizza, grazie al suo contenuto di minerali .

L'Olio essenziale di Arancio Dolce dona alla crema una nota agrumata dolcissima , viene voglia di mangiarla!
Il profumo pieno e caldo dell'arancio favorisce il rilassamento e il sonno.

Ingredienti:

  • 50g, Burro di karitè
  • 10ml Olio di Germe di Grano
  • Olio essenziale Arancio Dolce ( Citrus Aurantium var. dulcis)
Preparazione:
Scaldare a bagnomaria il burro di karitè in un pentolino a bassa temperatura mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio. Scaldare quanto basta per fare sciogliere il burro.
Subito dopo che si sarà sciolto togliere dal bagnomaria ed aggiungere l'olio di Germe di Grano, amalgamare il tutto per bene sino ad avere un composto omogeneo e mettere in un contenitore adatto ( il contenitore originale del burro di karitè va benissimo) lasciare raffreddare e addensare.
Quando la crema sarà quasi densa e fredda, possiamo aggiungere l'olio essenziale di arancio dolce, che così non evaporerà con il calore, cosa che avverrebbe se lo mettessimo prima.
Aggiungiamo quindi 10 gocce di olio essenziale e mescoliamo bene.
L'aggiunta dell'Olio di Germe di Grano rende il burro di karitè molto morbido e facilmente spalmabile .
Ne basta pochissima per tutto il viso e non unge.


Note: Questa crema va usata solo la notte! non di giorno per via dell'olio essenziale di arancio dolce(che come tutti gli agrumi) è fotosensibilizzante e potrebbe creare macchie sulla pelle. Di notte è totalmente sicuro.
Prima di comprare il burro di Karitè, controllate sempre gli ingredienti, deve essere burro di karitè puro, senza aggiunta di altri olii, il burro di karitè è segnato nell Inci come : Butyrospermum Parkii , solitamente viene aggiunto anche il Tocopherol( vitamina E) come conservante naturale. Questa precauzione va presa solo per le creme viso, in quanto solitamente viene aggiunto all'olio di mandorle dolci, che per il viso non è indicato in quanto è generalmente comedogenico e tappa i pori della pelle.

domenica 4 maggio 2008

Mousse morbida nutriente corpo







Arriva l'estate, si inizia ad andare al mare a rosolarsi al sole. Il sole come ben sappiamo tende ad inaridire la pelle, che per restare in forma ha bisogno di qualche semplice cura.
Tornati a casa dopo la spiaggia si fa la doccia , ma... cosa usiamo come dopodoccia idratante e nutriente per il corpo?

Ecco che prepariamo una Mousse morbidissima al burro di Karitè, Olio di Mandorle Dolci, e Olio d'Oliva.
Questa mousse nutriente si stende sulla pelle e dona morbidezza alle pelli aride , secche da salsedine e sole. Il Burro di Karitè idrata la pelle e la nutre, L'olio di mandorle Dolci rende la pelle vellutata , L'Olio di Oliva nutre rigenerando e regalando preziosi principi attivi alla pelle.
Se usata su pelle umida dopo la doccia ha un effetto ancor più ammorbidente.
Il risultato è una pelle morbida,liscia, nutrita ed idratata profondamente.

Ingredienti:
-100g Burro di Karitè
-25ml Olio di Mandorle Dolci
-10ml Olio di Oliva
Preparazione:

M
ettere a bagnomarina il burro di karitè sino al completo scioglimento, aggiungere successivamente i due olii di oliva e mandorle, mescolare per bene e mettere in frigo sino a che i bordi del composto non si siano quasi solidificati, a quel punto togliere dal frigo e sbattere con frustino elettrico sino a che si sia formata una bella mousse morbida, rimettere in frigo per altri 10 minuti e ripetere l'operazione per avere una mousse ancora più soffice. A questo punto la mousse è pronta , metterla in un barattolino scuro con tappo, e conservare al fresco.

sabato 3 maggio 2008

Crema viso Karitè e Jojoba











Sta per iniziare l'estate perchè non prepararsi un bel burro protettivo per il viso contro il sole al Burro di karitè e Olio di Jojoba ?

Il burro di Karitè aiuterà la vostra pelle a rimanere morbida idratata e protetta dagli agenti esterni, invece l'olio di jojoba ha effetto sebo-regolarizzante sulla pelle a duplice funzione, quindi adatto sia a pelli grasse che a pelli secche, con in più un lieve filtro UV naturale, utile per uscire ed avere un viso protetto dai raggi del sole.
é veramente facile prepararsi da soli questo burro naturale per il viso! ecco come fare:

Ingredienti :
-50 grammi di Burro di karitè
-10ml di Olio di Jojoba

Nel caso si volessero fare preparati più grandi, la quantità e di 5 /1 per il Burro di karitè e Jojoba.
Prima di comprare il burro di Karitè, controllate sempre gli ingredienti, deve essere burro di karitè puro, senza aggiunta di altri olii, il burro di karitè è segnato nell Inci come : Butyrospermum Parkii , solitamente viene aggiunto anche il Tocopherol( vitamina E) come conservante naturale. Se abbiamo preso tutte queste accortezze possiamo continuare con la preparazione della crema viso.

Preparazione:
Scaldare a bagnomaria il burro di karitè in un pentolino a bassa temperatura mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio ( preferibilmente di acciaio), scaldare quanto basta per fare sciogliere il burro. Subito dopo che si sarà sciolto togliere dal bagnomaria ed aggiungere l'olio di Jojoba, amalgamare il tutto per bene sino ad avere un composto omogeneo, e mettere in un contenitore adatto ( il contenitore originale del burro di karitè va benissimo) lasciare raffreddare e addensare. La crema è pronta :)
L'aggiunta dell'Olio di Jojoba rende anche il burro di karitè molto più morbido e facilmente spalmabile .