Come prendersi cura di noi stessi in modo naturale e consapevole, senza ingredienti chimici dannosi che usiamo ogni giorno senza saperlo.
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venerdì 12 giugno 2020

Crema giorno per pelli miste al Ginepro fenicio e Calendula






Oggi proseguiamo con le formule, questa un po' più svelta e quindi meno elaborata di quella postata ieri al Finocchio marino, ma non per questo di grado inferiore, anzi.

Questa in particolare è un emulsione di estratti idroalcolici di Ginepro Fenicio e Calendula.
Speciale per pelli miste e grasse date le proprietà astringenti e dermopurificanti di Ginepro e Calendula, ma sopratutto dal fatto che non unge, si assorbe istantaneamente e sembra di non averla.
Questo grazie ad un ingrediente speciale che vedremo più avanti, il Dry Flo.
Un amido modificato particolare che scioglie nei grassi invece che in acqua, andando ad assorbire l'untuosità delle creme con risultati eccellenti e donando setosità.

Ingredienti:

FASE A:
Acqua demineralizzata 68g
Allantoina 0.2g

Fase B:
Olio di Jojoba 5g
Caprilico 3g
EmulRich 7g (INCI polyglyceryl-3 Stearate, Behenylalcohol; Glyceryl Stearate Citrate; Helianthus Annuus Seed Cera;
Glyceryl Caprate;Tocopherol; Ascorbyl Palmitate;Helianthus Annuus Seed Oil)

FASE C a circa 40gradi:
Olio di Calendula 3g
DryFlo 0.3g (Stemperato nell'olio di Calendula e sciolto benissimo).
Aperoxid 0.1g

FASE C1:
Estratto idroalcolico di Ginepro fenicio 4g
Estratto idroalcolico di Calendula 2g
Cosgard 0.4g

FASE C2:
AquaShuttle 7g
Frullata veloce per non rompere le microsfere nanosomiche.

O.e. di Ginepro (Juniperus communis) a piacere ma moderatamente. Io ne ho messe 15 gocce.

Notare la non presenza di Glicerina e Xantana/Sclerotium. Questa particolare miscela emulsionante EmulRich ne permette di ometterne l'uso se si vuole. (Microsfere di glicerina sono comunque presenti nell'AquaShuttle).
Inoltre possiamo dimezzare il conservante in quanto ha anche un antimicrobico basico incorporato. Ho usato il 0.4g di Cosgard inveve del classico 0.8g. (Senza andare a scomodare l'alcool contenuto nelle tinture, circa 4% libero in formula, che aiuta ulteriormente la conservazione). Volendo potete inserirli comunque, a piacere.

Crema giorno agli estratti idroalcolici di Finocchio marino, Liquirizia, Calendula e Carota






Stamane vi presento la mia crema estiva al Finocchio marino, Calendula, radice di Liquirizia e olio di Carota. Con complesso di microsfere nanosomiche idratanti a lento rilascio.

Una chicca idratante e lenitiva (Calendula, Carota e Liquirizia) ricca di minerali marini organici del Finocchio marino, perfetta per le sere d'estate.

Una delle mie migliori formule.
Stende come seta, profuma meravigliosamente, morbida e leggera 🌼🏝

Fase A:
Acqua demineralizzata 63g
Sclerotium gum/Xantana 0.4g

Fase B:
Olio di Calendula 5g (Autoprodotto)
Olio di Jojoba 2g
Caprilico 2g
Emulrich 7g (INCI: polyglyceryl-3 Stearate, Behenylalcohol; Glyceryl Stearate Citrate; Helianthus Annuus Seed Cera;
Glyceryl Caprate;Tocopherol; Ascorbyl Palmitate;Helianthus Annuus Seed Oil)

Fase C a circa 40gradi:
Olio di Carota 1g
Olio di Calendula 2g (Autoprodotto)
Glicerolo 5g
Aperoxid 0.1g (Antiossidante verde)

Fase C2:
Tinture madri di
Liquirizia 1g (Decottata di Avicenna UK)
Finocchio Marino 2g (Autoprodotta)
Calendula 2g (Autoprodotta)
Cosgard 0.4g (Conservante verde)

C3:
AquaShuttle 7g (Complesso nanosomico idratante a lento rilascio) Ultima frullata velocissima per non danneggiare le sfere nanosomiche di glicerina.

O.e. di Bergamotto senza furanocoumarine (Va bene anche sotto il sole) a piacere.

12% Grassi totali

lunedì 8 giugno 2020

Come preparare l'Oleolito di Iperico o Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum)




Giugno,

l'inizio dell'estate e mese della fioritura di questa meravigliosa pianta officinale, l'Iperico, pianta solare conosciuta col nome botanico di Hypericum perforatum. Perforatum per via della peculiare caratteristica delle foglioline che viste controluce presentano varie ghiandole translucide che appaiono "bucate", e che danno il nome ad uno dei suoi tanti principi attivi, l'Iperforina di cui parleremo più avanti. Membro di una grande famiglia di piante chiamate Clusiaceae.

L'Iperico, Hypericum perforatum o Erba di San Giovanni, è originaria delle isole Britanniche, chiamata così per via del fatto che veniva tradizionalmente raccolta il 24 Giugno, proprio il giorno di nascita del santo.
Quest'anno ha fiorito largamente in anticipo, potendo essere raccolto già da fine Maggio in molti regioni d'italia.
Il suo habitat sono i boschi e le colline soleggiate, predilige terreni aridi ed incolti, è presente in tutte le regioni di Italia e praticamente in tutte le regioni temperate del mondo data la sua invasività.

Infestante dei campi e velenosa per gli animali erbivori, viene considerata una peste da debellare da parte degli allevatori, fortunatamente non è così per noi, che possiamo utilizzarla prendendo le dovute precauzioni.

Tradizionalmente i suoi usi erboristici spaziano da cicatrizzante per la pelle ad antidepressivo, come vedremo più avanti questa pianta ha molteplici utilizzi.

Ne viene utilizzata tutta la parte aerea, quindi fiori e foglie.

Se ne ricavano i seguenti prodotti erboristici:

  • L'estratto secco trasformato, quindi compresse ed opercoli per uso interno
  • La pianta secca per l'uso in tisane e creazione di estratti fluidi
  • La pianta fresca per la creazione di macerati idroalcolici/oleosi/glicerici, quindi tinture madri, oleoliti, gliceriti, distillazione di olio essenziale e come base per preparazioni omeopatiche


Veniamo ai componenti attivi di questa pianta, i principali e più studiati sono l'Ipericina e l'Iperforina.

L'Ipericina, è un naftodiantrone, un derivato antrachinonico, una molecola altamente instabile, viene inattivata dal processo di trasformazione, dall'ossigeno e dalla luce, è presente nella tintura madre e negli estratti secchi ma praticamente non negli oli, ha proprietà antibatteriche, antivirali e favorisce la guarigione delle ferite.
Questa è la tanto temuta molecola fotosensibilizzante dell'iperico, se non fosse che.. non sia presente nell'oleolito, come vedremo avanti.

L'Iperforina è un terpene ciclico, questo invece presente negli oleoliti finiti ed è il principale componente attivo dell'olio.
È la principale molecola attiva nel trattamento della depressione dell'Iperico.

Altri componenti meno noti dell'Iperico ma non meno importanti dei due sopraelencati sono i flavonoidi, tannini, xantani, composti fenolici e polisaccaridi. Questi fanno parte del fitocomplesso, e sono preziosissimi al pari delle due sostanze elencate sopra.

In erboristeria si parla spesso di fitocomplesso con una visione più olistica della pianta, a differenza della farmacia dove si va a focalizzarsi sullo studio della molecola singola. Con questo si vuole sottolineare che nonostante l'Iperforina e l'Ipericina abbiano una forte azione farmacologica, è sempre l'insieme delle molecole presenti nella pianta che agendo sinergicamente vanno ad ottenere i diversi effetti ricercati.


Veniamo al sodo e andiamo a preparare l'Oleolito di Iperico.

L'oleolito non è altro che un olio vettore, (che ricordiamo essere un ottimo solvente) spesso vegetale, in cui vengono macerati estratti sia animali che vegetali, per così permettere alle sostanze attive presenti in essi di essere trasportate in quest'ultimo e poterne beneficiare in preparazioni varie, in questo caso ad uso topico.

La scelta degli oli utilizzabili è varia, ma è altresì necessario prendere alcune misure specifiche in questa particolare preparazione, essendo un oleolito che ha bisogno di calore per la sua riuscita.
Con questo si intende specificamente l'uso di oli non particolarmente termolabili (resistenti al calore) e resistenti all'irrancidimento.

Cosa è l'irrancidimento? è un processo di alterazione naturale che va a degradare la qualità degli oli sino a renderli inutilizzabili. Le cause maggiori sono i raggi UV, il calore, l'ossigeno, i metalli catalizzatori (presenti nella pianta) ed il fattore tempo (cruciale) non a caso gli oli vengono venduti in bottiglie scure, per permettere a meno luce possibile di venire a contatto con il prodotto. Un olio rancido non può essere utilizzato in alcun modo in quanto ricco di prodotti di alterazione nocivi. Esso presenta un caratteristico odore di nocciola, stantìo, quasi nauseabondo.

Tradizionalmente l'olio extravergine di oliva veniva utilizzato a tale scopo, per la sua resistenza nel tempo, data sopratutto dal profilo di sostanze antiossidanti contenute in esso, che vanno a prevenire (rallentare in questo caso) la temuta ossidazione/irrancidimento.
Possono essere usati anche l'olio di Mandole o di Riso, ma presenteranno tempi di conservazione più brevi.
 L'olio di Sesamo anch'esso è un ottimo olio per preparazioni erboristiche in quanto resistente all'irrancidimento, è preferibile acquistare un olio vergine estratto a freddo al contrario dell'olio estratto da semi tostati, oltre ad essere un ottimo olio per massaggi e frizioni.
Ultimamente si sperimenta sempre più con oli di cocco e di palma per via della loro  sempre maggiore popolarità nelle nostre cucine. Quello di cocco è particolarmente adatto date le sue innumerevoli proprietà, ne esistono addirittura versioni deodorizzate e quindi prive di profumo, ottime per chi preferisce profumi neutri, ne parlo in questo altro mio post. 
Un altra variante è l'olio di cocco frazionato, è uno dei migliori oli per preparare l'oleolito. Ha un altissima resistenza all'irrancidimento, un odore neutro, e delle molecole piccole piccole che si infiltrano tra i corneociti trasportando le sostanze attive della pianta più in profondità rispetto ad altri oli più "filmanti".

Non tanto consigliati invece l'olio di girasole o di semi vari in quanto tendenti ad ossidare velocemente, essendo oltretutto relativamente poveri di sostanze antiossidanti, a differenza per esempio della controparte oliva.
 
In mancanza di altro o se il budget non lo permette si può chiudere un occhio e scendere a compromessi, specialmente se andremo a produrre piccole quantità da usare in tempi brevi.

Esistono in commercio degli oli di girasole "alto oleico" che resistono meglio a questi processi di trasformazione, dal costo contenuto e sicuramente più versatili della controparte tradizionale. Questi sono una valida alternativa da usare per preparare oleoliti.

Ora andiamo finalmente agli ingredienti e alla preparazione:


Necessario per il tutto:

  • Olio di Oliva extravergine
  • Fiori di Iperico
  • Barattolo con tappo
  • Garza fine di cotone
  • Carta stagnola


Andiamo a riempire un barattolo di fiori di Iperico raccolti nel loro periodo balsamico e quindi verso metà Giugno, sminuzzati il più possibile per permettere a più sostanze possibili di essere trasferite nell'olio.
 Tracce di foglioline verdi sono prettamente innoque, le foglie stesse contengono oli essenziali che verranno estratti e intrappolati nell'olio. L'olio essenziale è riequilibrante e utile nel trattamento di traumi.

Ora riempiamo il barattolo quasi sino all'orlo e versiamo l'olio di oliva sino a coprire bene i fiori. Questo è indispensabile in quanto la parte non coperta d'olio andrebbe a degradarsi e favorire la proliferazione di muffe e batteri che ne comprometterebbero l'uso.
Una volta coperto d'olio posizionare una garza fine sopra l'apertura del barattolo, questa dovrà sbordare fuori dal tappo e servirà per permettere all'umidità presente nei friori freschi di fuoriuscire filtrando fuori evitando così che si crei condensa sotto il tappo, infine chiudere avvitando leggermente sopra la garza. In mancanza di garza si potrebbe tenere il tappo leggermente svitato per sfiatare ed andare ad asciugare l'eventuale condenza giornalmente con un panno asciutto e pulito.
L'umidità contenuta nella materia vegetale fresca come in questo caso è nemica del macerato in quanto facilita le fermentazioni microbiche, è sempre bene tenerla sotto controllo.

Una piccola parentesi sul discorso data di raccolta: sento dire spesso che i fiori vanno raccolti SOLO il 24 di Giugno, il giorno di San Giovanni. Questa affermazione lascia il tempo che trova, se da una parte questa è la data di raccolta legata alle tradizioni di tempi passati, non rispecchia la realtà di ogni luogo.
Il periodo di raccolta varia da anno ad anno, dalla zona geografica, dal clima. Un esempio banale è il fatto che qua in Sardegna i fiori stiano già passando e siamo all'8 di Giugno, aspettare al 24 equivarrebbe a perdere l'occasione di raccolta in quanto già appassito e secco. Quindi la regola, più sensata, è quella di raccoglierlo semplicemente quando è pronto, quando i fiori sono belli gialli e pomposi, quindi da metà Maggio ad Inizio Luglio in base alla zona.


Ora, ritornando al discorso ossidazione, alcuni mettono il barattolo sotto al sole diretto per ben 40 giorni, noi vogliamo consigliare invece di coprire il barattolo con la carta stagnola per evitare ai raggi UV di degradare l'olio e che in 40 lunghi giorni andrebbero ad impattarne la qualità finale.
Ricordiamoci che è il calore stesso del sole che facilita il trasporto delle sostanze dell'olio, la carta stagnola ci viene in aiuto per questo scopo, schermando dai raggi diretti ma permettendo ugualmente la trasmissione di calore, che ammorbidendo i tessuti della pianta ne faciliterà il rilascio nell'olio.

Conoscendo questo principio è possibile anche preparare oleoliti di Iperico a bagnomaria in circa 2-4 ore (ogni autore ha pareri discordanti) e lasciandolo successivamente macerare ulteriormente per altri 10 giorni al buio, ottenendo un olio rosso rubino in breve tempo. Questo metodo è utile laddove le condizioni atmosferiche non permettono una macerazione tradizionale. La macerazione a bagnomaria comporta sia vantaggi (tempo di preparazione ridotto) che svantaggi (l'olio viene sottoposto a calore intenso, anche se di relativamente breve durata, sia i componenti presenti nell'olio che nella pianta si degradano ulteriormente nel processo) io personalmente preferisco il metodo di macerazione tradizionale.

I puristi e i seguaci delle tradizioni possono esporre l'olio al sole diretto, ma con qualche compromesso. Il sole diretto, amplificato dal vetro del barattolo, non solo accelera il processo di irrancidimento ma va ad intaccare una vasta quantità di sostanze utili presenti sia nell'olio stesso che nella pianta. Ad ognuno il suo.

Chiudendo la parentesi:
Coprire bene e posizionare in luogo soleggiato per 40 giorni capovolgendo giornalmente per permettere alle molecole di trasferirsi meglio nell'olio.
L'olio assumerà un colore rosso rubino, merito non dell'Ipericina come precedentemente pensato, che ricordiamo essere praticamente non più presente nell'olio ma dei seguenti composti:
I 3', II 8-biapigenin e 1,3,6,7-tetrahydroxy-xantone che sono responsabili di colore e fluorescenza.
Sfatiamo quindi per sempre il mito che l'olio non possa essere usato di giorno per la sua presunta fototossicità, la molecola incriminata semplicemente non sopravvive nell'olio.


Passati i 40 giorni abbiamo 2 opzioni, filtrare con una garza, imbottigliare ed utilizzare successivamente oppure lasciare la pianta a macerare ancora ed eliminare solo la parte non più immersa nell'olio a seguito di ogni prelievo.

Nessuno vi vieta di farne una macerazione al buio ed al fresco, come si usa fare per la maggiorparte degli oleoliti, otterrete sempre un ottimo prodotto dalle qualità più delicate.

Questo preparato può essere addizionato di Vitamina E liquida o di antiossidanti naturali tipo l'Aperoxid per tentare di prolungare eventualmente la scadenza, ricordiamo però che l'oleolito di Iperico è un oleolito particolarmente "maltrattato" e soggetto ahimè ad una durata sicuramente inferiore rispetto ad altre macerazioni, ottenute con metodi più gentili.
La durata dell'oleolito è di circa un anno, la regola è sempre controllare a naso l'eventuale irrancidimento col passare del tempo. A differenza di preparazioni idroacoliche come le tinture madri, che hanno una durata indefinita, gli oleoliti soffrono particolarmente la degradazione col tempo. Teniamo ben presente che l'olio utilizzato in partenza sia il quanto più fresco possibile, un olio che ha pochi mesi di scadenza, ne avrà ancor meno dopo averlo trasformato in oleolito, quindi controlliamo le date di scadenza al momento dell'acquisto se non si ha la fortuna di avere un frantoio in casa.

Conservare in bottiglia di vetro scura e lontano dalla luce, ora sapete il perchè. 

Veniamo infine agli usi, può essere usato così com'è per trattare pelle lesa, cicatrici da acne, piaghe da decupito, scottature solari, bruciature di varia entità, trattamento di linee sottili.
Utile frizionato per trattare dolori muscolari ed articolari.
Ha effetto emolliente, cicatrizzante, lenitivo e dermorestitutivo essendo un ottimo ricostituente della pelle.

Può essere aggiunto a caldo o a freddo nella preparazione di creme e unguenti (circa 3% a fine emulsione) o miscelato direttamente alle nostre creme preferite sul palmo della mano durante l'applicazione.


NOTA INFORMATIVA: L'uso interno di preparati a base di Iperico necessita di parere medico se sono in corso cure farmacologiche o in presenza di condizioni particolari in quanto un interazione farmacologica con vari medicinali è possibile. Questo post tratta solo la preparazione di olio per uso esterno.


Buona produzione!

Bioecomen








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giovedì 3 settembre 2015

L'olio di Lentischio, questo sconosciuto.



Il Lentischio, Pistacia Lentiscus, è un arbusto presente in tutta la zona calda del Mediterraneo, una pianta che cresce naturalmente rigogliosa in zone secche e rocciose dove altre piante faticano a sopravvivere.

Presente abbondantemente in terra Sarda, dalle coste sino all'interno è dotato di un proprio profumo resinoso e potente, che, assieme a quello dell'Elicriso viene comunemente chiamato come "profumo di Sardegna".

Produce dei piccoli frutti rossi e neri simili al Ribes che quando maturi, contengono quantità elevate di olio, un olio pregiato ed antico di cui brevemente parlerò in questo articolo.

Essendo presente in abbondanza in tutta l'isola, l'olio di Lentischio veniva anticamente usato come primaria fonte di olio vegetale in Sardegna, quando ancora l'olio di Oliva era raro e costoso. 

La sua estrazione avveniva a caldo, tramite una lunga bollitura dei frutti ed un duro lavoro di filtrazione fatto tradizionalmente a mano.

Una volta ottenuto l'olio desiderato, durante la stagione della raccolta, quest'ultimo veniva finalmente conservato per tutti i mesi avvenire e veniva usato principalmente per cucinare e friggere, oltre che per alimentare torce quando si aveva bisogno di luce notturna.

Al giorno d'oggi l'olio di Lentischio è assai raro, non essendo più commercializzato in grande scala, viene prodotto in piccole quantità da singoli produttori e venduto localmente.

Se vi dovesse capitare l'occasione di incontrare uno di questi produttori, non fatevi sfuggire l'opportunità di portarvi a casa una piccola ampolla di questo meraviglioso olio.

In questo articolo voglio parlare dei benefici dell'uso dell olio di Lentischio sulla pelle e per il benessere in generale.

L'olio di Lentischio racchiude in sè molte proprietà curative e di bellezza.

L'alta quantità di tannini ne fa di questo un ottimo antisettico, gli oli essenziali contenuti al suo interno hanno azione balsamica e il suo profumo rilassa e apre la mente.

Viene usato efficacemente come rimedio naturale contro le infezioni della pelle, basta massaggiarne un paio di gocce sulla zona interessata sino a completa guarigione, oltre a guarire la ferita, aiuta a rimarginare la pelle e levigare la nuova cicatrice.

è un rimedio molto potente contro l'herpes labiale, basta una goccia massaggiata sulle labbra mattina e sera e lo sfogo viene bloccato e recesso in pochissimo tempo.

Lo si può usare come olio da bagno rilassante, bastano poche gocce nell'acqua calda del bagno per rilasciare nell'aria il suo potente olio essenziale e godersi un paradisiaco momento di relax.

 Ha proprietà astringenti, ottimo per il trattamento di acne e per pelli impure.

Una brillante idea è quella di miscelare poche gocce nella vostra crema viso o corpo, così facendo possiamo beneficiare delle proprietà idratanti e nutrienti di questo meraviglioso olio tutti i giorni.

Ottimo anche come dopobarba, massaggiato sulla pelle umida aiuta ad eliminare i rossori ed a guarire dai piccoli taglietti causati dalla lama del rasoio.

 Può essere usato al posto dell'olio di Oliva per condire le insalate ed i risotti, conferendo quel suo gusto tutto particolare al piatto.



Se volete saperne ancora di più, domandate pure usando come sempre il box dei commenti in basso.






lunedì 27 maggio 2013

Trattamento d'urto smagliature naturale.




Le smagliature sono uno degli inestetismi più visibili della pelle. Esse non sono altro che cicatrici venutesi a creare in situazioni limite, quando la pelle cede allargatasi violentemente dopo un ingrassamento oppure a restringendosi durante una troppo veloce perdita di peso.
Una delle caratteristiche delle smagliature è il fatto di essere relativamente facili da eliminare, ma solo se trattate in tempo!
Una smagliatura fresca presenta un colore rosato, al contrario di una già cicatrizzata che presenta un colore bianco translucido visibile molto bene alla luce diretta del sole. Una cicatrice rosa è sintomo di un recente cedimento della pelle, e se trattata con costanza viene completamente eliminata senza lasciare segni.
Spesso le smagliature più grandi lasciano un solco sulla pelle visibile e sensibile al tatto ed inizialmente anche fastidioso, le smagliature più grandi appaiono nelle zone più sensibili agli sbalzi di peso, quali fianchi, ascelle, braccia, interno coscia e pancia.Le qualità elastiche della pelle sono il fattore cruciale , esse variano da persona a persona e sono quelle che permettono di evitare o limitare la presenza di smagliature.
L'elasticità della pelle è dovuta a molti fattori, tra cui principalmente l'alimentazione ed il tipo di pelle. Un'alimentazione ricca di frutta e verdura crude arricchisce il corpo di vitamine e nutrienti che hanno un effetto diretto sulla qualità della pelle e del corpo intero. Al contrario un'alimentazione povera andrà ad infuenzare negativamente la salute della pelle.
La tipologia di pelle ha anch'essa un ruolo fondamentale. Una pelle secca e fragile risultera più vulnerabile al contrario di una pelle normale e grassa, che lubrificate maggiormente, traggono vantaggio nell'essere più elastiche rispetto alla prima.
Le vitamine sono alcuni tra i nutrienti che più aiutano la pelle ed il suo benessere.
La vitamina E, un complesso antiossidante, ricopre un fattore cruciale, essendo un potente elasticizzante della pelle.
Proprio seguendo questa dritta che oggi spieghiamo come preparare un trattamento completamente naturale per idratare intensamente la pelle ed arricchirla di vitamine e nutrienti che andranno ad aiutare la pelle in difficoltà.


Tra gli oli più ricchi di vitamine facilmente reperibili e non costosi troviamo l'olio di jojoba, l'olio di mandorle dolci e quello di oliva, questa sarà la base per il nostro miscela elasticizzante.
Certamente si possono usare tutti gli oli presenti a casa senza dover ricorrere a nessun tipo di olio particolare, ottima anche l'aggiunta di burri quali quello di mango, di karitè o di cacao che essendo molto ricchi adempiono allo scopo efficacemente.
Un ulteriore spinta la si dà aggiungendo gocce di vitamina E pura nella miscela di oli per rafforzare quella che a noi interessa di più in questo momento, l'elasticità.
La differenza principale tra un olio anti smagliature normale ed un trattamento d'urto come questo non è tanto la diversità degli ingredienti, ma il procedimento stesso.
La pelle verrà trattata immersi in acqua tiepida in vasca da bagno, cosi facendo l'olio verrà assorbito in profondità e tutto il corpo viene trattato allo stesso momento con facilità, aiutati dall'acqua che renderà il tutto molto più facile e meno frustrante, specialmente per chi non è abituato a trattare la pelle con cosmetici, come gli uomini.

Ingredienti:
1 quarto di bicchiere di olio di oliva
2 quarti di bicchiere di olio di mandore
1ml di vitamina E liquida o 3 capsule di vitamina E alimentare

Preparazione:
Miscelare bene gli oli nel bicchiere ed aggiungere ad ultimo la vitamina E liquida, o se in caso si usasse le capsule, bucare la capsula con un coltello facendo attenzione a non farsi male, e far fuoriuscire il liquido miscelandolo agli oli.

Trattamento:

Immergersi nella vasca da bagno con acqua calda senza alcun detergente e massaggiare bene l'olio sulla pelle per un quindici minuti buoni su tutto il corpo, insistendo sulle parti più soggette quali i fianchi, le cosce, braccia, ascelle, collo ecc.
L'olio verrà assorbito gradualmente dalla pelle che a fine trattamento sarà visibilmente idratata e lucida.
Finito il massaggio risciacquare con una doccia tiepida veloce ed asciugare con un asciugamano morbido senza strofinare eccessivamente per non asciugare tutto l'olio superficiale che continuerà ad essere assorbito successivamente dalla pelle anche dopo il trattamento.
Il beneficio più grande si noterà la mattina dopo quando risvegliandosi ci si ritroverà con la pelle molto più compatta e tonica. 

Il trattamento non è inteso come frequente ma può essere ripetuto una volta alla settimana sino alla completa sparizione delle smagliature rosa.
 Un grande aiuto si ha dalle creme e burri per il corpo spalmati dopo la doccia nei giorni successivi, che rafforzano il trattamento ed aiutano la pelle a rigenerarsi giorno per giorno.

Per ulteriori informazioni usate come sempre i commenti a fine articolo.
 













 



venerdì 16 luglio 2010

Olio dopodoccia elasticizzante alla colza






Eccomi dopo tanto tempo, mi scuso con i lettori ma ho avuto un periodo davvero impegnativo col mio trasferimento, ma ora siamo pronti a ricominciare, con tutte le nuove cose che ho scoperto in questo meraviglioso posto :)

Volevo iniziare con questa ricetta che ho creato per me, perchè dimagrendo molto, come ora, avevo proprio bisogno di un aiutino "esterno" per elasticizzare la pelle.

Girovagando per negozi e negozietti etnici locali a londra, ho avuto modo di comprare tanti oli di qualità a basso prezzo , essendo largamente utilizzati dalle minoranze etniche come indiani, pakistani ed asiatici.

Questa miscela di oli preparata per l'occasione, risulta molto spalmabile e necessita solo di una piccola quantità per tutto il corpo , specialmente dopo la doccia con la pelle ancora bagnata.
La sua consistenza può risultare leggermente untuosa ad inizio applicazione, ma una volta massaggiata risulta "secca", leggera e velocemente assorbibile, merito anche dell'olio di cocco e del burro di cacao che tamponano di molto l'untuosità dell'olio di colza.

L'olio di colza (canola) come ingrediente in questo caso è usato sia come riempitivo che come "attivo" grazie alla presenza nella sua composizione di fitosteroli e tocoferoli, questi ultimi alleati contro le smagliature , aiutando l'elasticizzazione della pelle.

L'olio di cocco , ampiamente usato in asia come dermorigenerante e nutriente per la pelle, ha la funzione di nutrire la pelle ed in formulazione di attenuare l'untuosità dell'olio di colza puro.

Il burro di cacao, che a temperatura ambiente si presenta in forma solida, è un ottimo idratante per la pelle, usato in bassa percentuale non risulta pesante e arrotonda la formula di oli da massaggio , o come in questo caso, idratanti da doccia. Come terzo ingrediente con la più bassa percentuale, attenua fortemente l'untuosità dei due oli principali, e rende il tutto leggermente più denso donando un colore paglierino all'olio, decisamente piacevole.

Un piccolo segreto di questa formula è l'aggiunta di vitamina E pura, che arricchisce le eventuali carenze degli oli, che ricordiamo con i trattamenti a cui sono sottoposti per essere commercializzati possono perdere parzialmente sostanze benefiche presenti nella pianta all'origine, in questo caso proprio la vitamina E. Sostanza che oltre ad essere un forte antiossidante ed elasticizzante della pelle -prevenendo con decisione la formazione di smagliature e rassodando la pelle- ha la funzione di conservare l'olio più a lungo prevendone l'irrancidimento. Utilissimo quindi nei casi in cui l'olio venga lasciato in bottigliette non perfettamente chiuse o esposte alla luce, situazione riscontrabile spesso, ad esempio se lasciato in bagno fuori armadietto ed usato quotidianamente.

Passiamo agli ingredienti:

60% di Olio di Colza ( canola)
35% di Olio di cocco
5% di Burro di cacao
6 pillole di Vitamina E pura

Preparazione: 

Scaldare a bagnomaria molto gentilmente il burro di cacao togliendolo immediatamente dal fornello appena si sarà sciolto per un buon 60%, per evitare il surriscaldamento che ne abbasserebbe la qualità con la perdita di sostanze preziose per la pelle.

In una boccetta vuota - quelle dei prodotti finiti vanno benissimo, accuratamente lavate e sterilizzate, o ancor meglio nuove e possibilmente scure- aggiungere e miscelare gli oli di colza (60%)  e di cocco (35%) , aggiungendo subito dopo il burro di cacao (5%) ancora liquido e mescolare lentamente sino a far sposare tutti gli oli con grazia.
Ora che la miscela è pronta possiamo aggiungere le capsule di vitamina E pura, bucando la spessa membrana delle pillole e miscelando tutto con cura nell'olio precedentemente preparato. Chiudere la boccetta e conservare al riparo dalla luce e dalle fonti di calore .








Uso:
Da usare come olio dopodoccia, una piccola quantità nel palmo della mano sulla pelle ancora bagnata dovrebbe bastare per tutto il corpo. Massaggiare delicatamente specialmente sulle parti critiche come fianchi, avambracci, cosce e glutei. Aciugare l'eventuale eccesso di umidità rimasta a fine massaggio con un aciugamano.
Può essere aggiunto ai bagni caldi terapeutici senza detergenti, in gocce direttamente nella vasca da bagno, in combinazione del calore dell'acqua viene rapidamente assorbito dalla pelle senza sforzi in totale relax.

Questa miscela nutre la pelle e la rende setosa e morbida al tatto. Ottimo se usato almeno 2 volte la settimana, più spesso nel caso di presenza di smagliature rosa, che andranno via rapidamente con le applicazioni ed i massaggi. Utile anche nel trattamento di smagliature vecchie "bianche" che vengono rassodate e rese meno visibili, pur non essendo eliminate, come invece avviene con quelle fresche ancora rosee.

sabato 13 giugno 2009

Detergersi con le farine














Usare le farine vegetali come detergenti delicati viso-corpo?
Si!

Non tutti sanno ma le farine vegetali possono essere usate con efficacia nella pulizia quotidiana della pelle anche durante la doccia .
Le farine sono un metodo veloce, efficace e totalmente naturale per detergere la pelle , lasciandola pulita e morbida .

Al contrario di quello che si potrebbe immaginare si risciacquano velocemente come un qualsiasi bagnoschiuma senza lasciare nessun granulo sulla pelle.

Ma come può la farina lavare la pelle?
La farina è un insieme di amidi e sostanze proteiche che legano lo sporco e permettono di asportarlo via con l'acqua, senza alcuna necessità di usare altri prodotti.

I vantaggi di usare la farina per lavarsi sono molteplici e tutti molto validi.

Per prima cosa, andando ad usare la farina, si elimina l'uso di tutti i comuni detergenti schiumogeni e di tutte le sostanze che contengono( tra cui conservanti, coloranti, sostanze usate per abbellire un prodotto, ecc) che spesso nulla hanno a che fare con la detergenza vera e propria.

Eliminando in questo modo moltissime sostanze allergeniche e potenzialmente irritanti per la pelle ci si trova con un prodotto ideale per le persone che soffrono di pelle irritabile e secca.
Ottima scelta quindi anche per neonati e bambini piccoli, che gioveranno di questa scelta più salutare e naturale di quelle che si trovano comunemente nei negozi.

Altro fattore positivo, anzi positivissimo, è quello di usare un prodotto completamente e velocemente biodegradabile. La farina viene deteriorata in pochissimo tempo senza lasciare traccia. Non si inquina e si ha la coscienza pulita !

Veniamo infine ad analizzare le qualità della farina come agente lavante rispetto ai comuni bagnoschiuma/ saponi :

1) Non è aggressiva e non elimina lo strato idro/lipidico cutaneo che serve a proteggere la cute , a differenza dei prodotti schiumogeni che tendono spesso a seccare/tirare la pelle.

2)La farina , rispetto ai saponi/ bagnoschiuma, quasi non altera il PH della pelle, essendo un lavaggio neutro, risultando essere più delicata dei prodotti tradizionali.

3)Completamente naturale e biodegradabile

4)Totale assenza di sostanze nocive/irritanti

5)Adatta a tutti i tipi di pelle, non secca e non unge.

5)Ottima come trattamento capelli contro la forfora, essendo delicata deterge senza risultare aggressiva e normalizzando la pelle, prevenendo quindi la forfora, al contrario degli shampoo comuni antiforfora che agiscono per contrasto.

6)Assenza di profumi: ottima per chi non sopporta la pelle profumata da profumi chimici persistenti.

7)Lascia sempre la pelle liscia e morbida.

8)Il minor costo: usare la farina per lavarsi ha costi minori in quanto ne serve veramente poca per lavarsi e quindi un solo pacco dura molto.

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Dopo questa breve lista di proprietà della farina possiamo andare a conoscere le farine più usate per la detersione:

La farina di avena è tra le più usate, risultando una farina dolce, delicata ed adatta a corpo/capelli, ha un piacevole effetto lenitivo, ottima quindi anche per bambini . Ha un profumo delicato e piacevole.

La farina di ceci è una farina delicata , ottima per i capelli, però ha lo svantaggio di avere un odore che a molti risulta non piacevole.

Le farine di riso/grano saraceno vengono usate come esfolianti in quanto grattano un pò la pelle eliminando le cellule morte.

La farina di mandorle è una farina media delicata.

La farina di castagne è delicatissima ma non ha un buon profumo sulla pelle.

La farina che invece non è consigliata è quella di grano 00, in quanto lega troppo e risulta difficile da risciacquare, sopratutto per i capelli.

Si possono provare tutti i tipi di farine in base ai propri gusti/necessità personali.
Ricordo che le farine integrali hanno la tendenza ad esfloliare maggiormente la pelle avendo all'inerno parti del chicco che grattano.
I celiaci si devono affidare ovviamente a farine prive di glutine.

Usi e dettagli:
Si prepara una ciotolina con della farina e dell'acqua sino a formare una pappetta in quantità desiderate.
Si spalma sulla pelle bagnata e ci si lava come un comune bagnoschiuma.
Possiamo preparare miscele di farine diverse per coniugare le proprietà dei diversi tipi, per esempio avena e riso ( delicata e scrubbante)

Le farine si possono profumare con oli essenziali per avere profumi/ proprietà diverse in base alle proprie necessità.
Si possono miscelare ad argille, fiori, oli vegetali, acque di fiori per avere lavaggi benefici e personalizzati.

Consiglio di non conservare la pappetta per usarla successivamente in quanto potrebbe andare a male essendo naturale e non conservata da nessuna sostanza.

Lo svantaggio più grande della farina è che sarebbe meglio preparare la pappetta ogni volta, ma la preparazione prende solamente un paio di secondi , essendo semplicissima, quindi è solo questione di abitudine.

I sacchetti della farina vanno aperti da un lato per far entrare meno umidità possibile nel prodotto, è preferibile usare una mollettina per chiudere l'apertura del pacco, anche se non necessaria.

Fatemi avere le vostre impressioni e buon lavaggio!

venerdì 1 maggio 2009

Trattamento calmante al The verde cinese e Malva













Trattamento SPA naturale per viso , collo e decolletè.

Relax a casa con pochi ma efficaci ingredienti del mondo vegetale...

Le preziose sostanze antiossidanti del The verde cinese assieme alle proprietà calmanti e lenitive della Malva fanno di questo
piccolo rituale di benessere una comoda e sana pratica per tutte le volte che ci si ritrovi con la pelle stanca, irritata, flacida e priva di vita..
Il tamponamento con la garza calda sul viso distende i tratti , dilata i pori e lascia penetrare le utili sostanze vegetali nella pelle favorendone l'efficacia.


é una terapia dolce molto piacevole, i leggeri tamponamenti fumanti di questo preparato sulla fronte liberano la mente e rilassano la pelle.. Aiutando in modo gentile la pelle che ne gioverà in modo visibile..


Un valido rimedio per tutti quei casi dove la pelle abbia avuto traumi come il dopo barba, la ceretta, depilazioni invasive oppure troppo sole...
Dona un caldo sollievo che si trasmette a tutto il corpo..


Ingredienti:
  • Foglie di Malva ( fresche o secche)
  • Thè verde cinese ( possibilmente bio)
  • Acqua
  • Una garza richiubibile per metterci dentro le erbe
Preparazione:
Inserire le erbe in una garza che poi richiuderemo per bene con un nodo, che farà sia da filtro per le erbe, sia da tampone per il viso. Preparare un decotto con le erbe citate , mettendo a mollo la garza in poca acqua e facendo bollire per circa 10 minuti. Smuovere la garza nell'acqua per far disperdere meglio le sostanze delle erbe liberate dal calore .

Uso:
Travasare il decotto in una ciotola assieme alla garza e lasciare raffreddare per un pò sino a che sia tiepido ed applicabile sulla pelle.
In questo modo avremo un preparato abbastanza caldo da essere applicabile, ma allo stesso tempo lasciamo il tempo alle erbe di rilasciare le preziose sostanze nell'acqua.
A questo punto , prepariamo una poltrona o un letto dove farsi il trattamento. Coprire con un aciugamano la zona dove si poggerà la testa per evitare d
i macchiare con le erbe.

Prendiamo la garza tampone e strizziamo leggermente dall'acqua in eccesso, ora passiamo sulla pelle di viso e collo pulita con leggeri tamponamenti lenti e delicati, in questo modo la pelle si distende e beneficia maggiormente del trattamento.
Proseguiamo col trattamento per circa 5 minuti, anche lasciando il tampone sopra le palpebre per lenire e attenuare borse ed occhiaie.
Finito il trattamento asciugare con un aciugamano morbido la pelle del viso. Possiamo risciacquare con semplice acqua fredda oppure passare un tonico per chiudere i pori ed avere una pelle liscia e morbida.





domenica 22 febbraio 2009

Oli Ayurvedici da massaggio, ingredienti e preparazioni.
















L'Ayurveda è un antichissima medicina tipica Indiana usata da millenni per ripristinare la salute psicofisica in modo naturale, facendo uso di piante, erbe e materiali naturali con proprietà medicamentose sapientemente combinati dopo millenni di pratiche e studi.

Nella medicina ayurvedica vengono utilizzate molte tipologie di piante ed erbe in formato di pastiglie, polveri ed estratti grezzi. In questo articolo ci soffermeremo sull'uso degli oli ayurvedici e sulla loro preparazione in casa.

Tratto da Wikipedia:
Secondo l'Ayurveda il corpo fisico è pervaso da tre dosha (energie vitali) in proporzioni diverse. Questi determinano tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale (prakriti) lo stato di benessere o malattia dell'individuo. Ogni dosha è composto da due elementi (panca-mahabhutani) ed ha determinate qualità (guna) che li caratterizzano.

I tre dosha sono:

Vata
composto da etere (akasha) e aria (vayu), è il principio del movimento, legato a tutto ciò che è movimento nel corpo (sistema nervoso,respirazione,circolazione sanguigna..). Le sue qualità sono: freddezza, secchezza, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, durezza, ruvidità e fluidità. La sua sede principale è il colon ed i suoi 5 sub-dosha sono: Prana, Udana, Samana, Apana e Vyana.

Pi
tta

composto da fuoco (tejas) e acqua (jala), è il dosha legato alla trasformazione, alla digestione intesa sia a livello fisico (stomaco, fuoco digestivo detto anche agni) che mentale (elaborazione delle emozioni). Le sue qualità sono: caldo, untuoso, leggerezza, sottigliezza, mobilità, nitidezza, morbidezza, levigatezza, chiarezza e fluidità. La sua sede principale è l'intestino tenue ed i suoi 5 sub-dosha sono: Pacaka, Ranjaka, Sadhaka, Alochaka e Bhrajaka.

Ka
pha

composto da acqua (jala) e terra (prithvi), è il dosha legato alla coesione, al tener unito, è proprio dei fluidi corporei, lubrifica e mantiene il corpo solido ed uniforme. Le sue qualità sono: freddezza, umidità, pesantezza, grossolanità, stabilità, opacità, morbidezza, levigatezza e densità. I suoi cinque sub-dosha sono: Kledaka, Avalambaka, Bodhaka, Tarpaka e Slesaka.

I dosha consentono di classificare le tendenze psico-fisiche presenti nel corpo e le disfunzioni che ne possono derivare. Secondo l'ayurveda le patologie nascono quando si vengono a creare degli squilibri nei dosha (vikriti); l'individuazione degli squilibri in un dosha, corrispondente alla diagnosi, conducono a trovare i rimedi per ristabilirne lo stato di equilibrio individuale (prakriti) e quindi la guarigione.

Ognuno dei 3 dosha può essere quindi armonizzato con l'uso di specifiche piante dalle diverse proprietà.

La preparazione di un olio ayurvedico va quindi a mettere in pratica gli studi sulle proprietà delle piante ed a miscelarle sapientemente per ottenere un beneficio nel trattamento di un particolare dosha.

Gli oli nella medicina ayurvedica sono molto importanti in quanto molto usati per praticare tutte le varianti del massaggio ayurvedico che riguardano tutte le parti del corpo, dalla testa ai piedi.

Nella tradizione indiana la preparazione degli oli medicamentosi e per massaggio spesso consiste nel preparare un forte decotto di piante e di versarlo in un recipiente con gli oli portando ad ebollizione sino a che l'acqua del preparato sia tutta evaporata e quindi che i componenti e le proprietà del decotto siano stati incorporati dall'olio con tutti i suoi benefici.
Questo metodo è il metodo più usato e di miglior pregio . è però possibile preparare anche oli a freddo incorporando direttamente gli oli essenziali della pianta da usare, mantenendo così inalterate le proprietà naturali di olio ed oli essenziali che saranno usati nella maniera più pura ed inalterata possibile.
Va ricordato che la prepararazione degli oli medicamentosi può avere mille sfaccettature, e che i maestri indiani usano diversi tipi di cottura e preparazione degli oli. Spesso gli oli vengono cotti svariate volte, prestando attenzione a tutta la fase di preparazione della medicina. Addirittura alcune preparazioni arrivano a richiedere anche un mese, con molte ore di preparazione per ogni singola fase della produzione del prodotto. Dove il maestro dedica tutto il suo tempo e tutta la sua bravura nel preparare oli che vanno a corprire tutti i tipi di medicamenti che la medicina ayurvedica applica alle varie patologie.

Basi per oli dosha in generale:

Vata:

Germe di grano, ricino, sesamo,

Pitta:
Cocco, riso, cartamo, sandalo, zucca.

Kapha:
Mandorle, jojoba, macadamia.


Procediamo con la preparazione di 3 oli ayurvedici da massaggio, ognuno pensato per un dosha diverso:

Olio Vata
500ml
Vata è un olio che deve essere nutriente e caldo che vada nutrire ed a normalizzare la pelle secca, ruvida e fredda tipica del vata.
Ingredienti:
  • 400ml di olio di sesamo
  • 100ml di olio di germe di grano
  • Basilico, lavanda(anche secca), limone(buccia) e zenzero freschi.
Olio Pitta
500ml
Pitta è un olio che deve essere rinfrescante per calmare il caldo tipico del pitta e contrastare gli arrossamenti.
Ingredienti:
  • 400ml di olio di riso
  • 100ml di olio di cocco
  • Finocchio(foglie), camomilla(secca), lavanda(anche secca) e petali di rosa freschi.
Olio Kapha
500ml
Kapha è un olio che deve essere caldo per riscaldare la freddezza kapha e favorire la circolazione sanguigna.
Ingredienti:
  • 400ml di olio di mandorle dolci
  • 100ml di olio di jojoba
  • Rosmarino, chiodi di garofano(secchi), geranio e basilico freschi.
Vata e Kapha sono da utilizzare a caldo nei massaggi come oli riscaldanti, a differenza di Pitta che va utilizzato a temperatura ambiente in quanto olio rinfrescante.

Procedimento con decotto tradizionale:
Mettere a bollire le erbe sia fresche che secche con poca acqua in modo da avere un decotto forte senza troppo liquido e portare ad ebollizione con il coperchio per circa 15 minuti, finito il tempo di cottura filtrare con un colino fine.

In un pentolino a parte miscelare gli oli ed incorporare il decotto. Portare ad ebollizione sino a che l'acqua del decotto sia totalmente evaporata.
Lasciare raffreddare un pochino ed imbottigliare in una bottiglia di vetro scuro e conservare lontano dalla luce in ambiente fresco.
è preferibile usare l'olio in breve tempo, in quanto il trattamento abbrevia la conservazione dell'olio in quanto si ossida ed irrancidisce prima.

Se si vogliono preparare diverse quantità ricordarsi circa l'80% di olio principale ed il 20% di olio secondario ( o secondari) . Esempio : 80ml di olio di sesamo 20ml di olio di cocco.
Oppure 70ml di olio di sesamo, 20ml di olio di germe di grano 10ml olio di ricino.
Quantità e percentuali degli oli sono variabili in base alla preparazione che si vuole ottenere ed ai suoi utilizzi.

Procedimento a freddo con oli essenziali:
Miscelare gli oli base ed aggiungere 4 gocce di ciascun olio essenziale (per 100ml di olio base) mescolando e travasando in una bottiglia scura e conservando al fresco ed al buio.
Attenzione: alcuni oli essenziali di piante usate nella medicina ayurvedica sono molto forti ed addirittura tossici ad elevate quantità, studiare bene le proprietà degli oli che si va ad utilizzare per i propri preparati.

Consiglio il libro :
Ayurveda e aromaterapia. I segreti degli oli essenziali e i moderni metodi di guarigione
Miller Light, Miller Brian.
Editore: Il punto d'incontro.
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Queste preparazioni elencate sono solo un esempio di oli ayurvedici per il massaggio, in quanto gli ingredienti possono essere modificati, sempre rispettando la lista di piante usate nella medicina ayurvedica e sempre andando a vedere le proprietà delle piante da andare ad applicare al dosha squilibrato.


mercoledì 14 gennaio 2009

Thalasso Scrub viso e corpo


Sempre più centri benessere situati in costa abbracciano la thalassoterapia per le sue preziose virtù salutari e l'esclusività dei suoi trattamenti, il potere del mare e dei suoi elementi, del sole , del vento e delle piante aromatiche creano un cocktail di benessere da assaporare piano piano...

Dopo aver descritto il bagno thalasso con alghe marine in un mio altro post:
http://bioecomen.blogspot.com/2008/05/bagno-thalasso-ai-sali-marini-e-alghe.html
passiamo al trattamento esfoliante corpo-viso con gli stessi elementi che ne caratterizzano la tipologia.

La pelle maschile è generalmente più spessa di quella femminile, per essere in forma ha bisogno di liberarsi dallo strato di cellule morte che tendono a formarsi più frequentemente e che causano la classica pelle ruvida e squamosa maschile. Fermo restando il fatto che questo scrub sia ovviamente adatto anche alla pelle femminile che beneficerà del trattamento .
Lo scrub è una tecnica semplice e comoda per eliminare lo strato di pelle morta in eccesso, eliminando le cellule secche e favorendo la rigenerazione cutanea.

Il thalasso scrub abbina dei potenti elementi marini per creare uno scrub dalle notevoli proprietà benefiche sulla pelle. I suoi ingredienti totalmente naturali rendono la pelle liscissima al tatto rimineralizzando ed eliminando le tossine.

Il sale marino integrale fino ha azione esfoliante sulla pelle, elimina le cellule morte e lascia la pelle libera di respirare donando anche parte dei suoi preziosi oligoelementi, le alghe micronizzate in polvere finissima danno colore al composto e hanno una forte azione detossinante. Infine gli oli essenziali delle piante aromatiche della costa completano il trattamento con il loro effetto tonico , rinfrescante e purificante.

Ingredienti:

Per il viso:
  • Un cucchiaio di sale marino integrale fino
  • Un cucchiaio di bicarbonato di sodio
  • 2 cucchiaini (ini) di alghe micronizzate
  • Oli essenziali di mirto e rosmarino
  • Acqua
Per il corpo:

  • 5 cucchiai di sale marino integrale fino
  • 3 cucchiai di bicarbonato di sodio
  • 5 cucchiai di alghe marine micronizzate
  • Oli essenziali di mirto e rosmarino
  • Acqua
Uso:

Unica diversità nella preparazione è che per il viso si deve sciogliere completamente il sale marino integrale in acqua, invece nel trattamento corpo si può lasciare anche parte del sale a granelli in quanto la pelle è meno delicata.
Mettere in un pentolino il sale marino integrale ed aggiungere successivamente l'acqua sino a sciogliere tutto il sale, aggiungere il bicarbonato di sodio e le alghe micronizzate, mescoliamo bene ed aggiungiamo acqua quanto basta per avere un composto cremoso e non acquoso.

A questo punto mettiamo il pentolino sul fuoco sempre mescolando sino ad avere il composto bello caldo, nel caso si dovesse asciugare aggiungere acqua quanto basta per rendere il composto bello spalmabile, l'importante è che lo scrub sia caldo durante il trattamento, in quanto la pelle diventa più morbida e le aghe svolgono la loro azione detossinante, e gli oligominerali e gli oli essenziali sono più efficaci in quanto meglio assorbiti .
Quando avremo finito di scaldare il prodotto possiamo aggiungere in ultimo gli oli essenziali, 2 gocce di rosmarino e 2 gocce di mirto.

Applicare abbondantemente sul viso o sul corpo con massaggi circolari delicati lasciando il tempo alla pelle di essere coccolata dal mix di elementi benefici. Continuare a massaggiare sino a quando lo scrub è diventato freddo e risciacquare abbondantemente con acqua tiepida e poi fredda.
Il risultato è una pelle morbida, liscia al tatto e molto luminosa .

Si completa il trattamento con un tonico viso (come un idrolato naturale) ed infine con una crema idratante eco-bio per ripristinare ed aiutare la pelle a rigenerare la sua naturale protezione.
é importante non esporsi al sole dopo il trattamento , sarebbe opportuno farlo la sera prima di andare a letto lasciando alla pelle il tempo di riposare bene.






venerdì 19 settembre 2008

Creare Profumi










In tema BioCosmesi sicuramente sarà venuta a molti l'idea di creare profumi per conto proprio, ma non sapendo come fare non si sono mai cimentati nella facilissima impresa. Bene, con questa semplice guida voglio introdurre gli utenti alla creazione di profumi fai-da-te con semplici dritte ed informazioni su come fare profumi e come ottenere le materie prime per farli, che sono oltretutto di uso comune.

I profumi sintetici che si trovano in profumeria e nei negozi spesso contengono composti tossici ed allergenici composti da derivati del petrolio inorganici usati come fissanti del profumo e prodotti chimici di laboratorio solitamente diluiti in solventi sintetici ed alcool.
Queste sostanze sono spesso causa di allergia e sfogo dalla maggiorparte di persone e determinano un intolleranza a moltissimi tipi di prodotti e profumi puri, infatti nei prodotti per pelli delicate e sensibili si usa anche usare quantità minime di profumo per minimizzare gli effetti allergici del prodotto finito.
Creare i propri profumi naturali è senza dubbio un ottima scelta per avere ed usare un profumo totalmente naturale di cui noi conosciamo veramente la sua composizione e le sue proprietà.

A casa si possono creare tante tipologie di profumi diversi, da quelli solidi a quelli da vaporizzare sul corpo. Con questa semplice guida possiamo aprire le porte alla nobile arte dei profumieri ed iniziare a creare da soli dei profumi dalle mille fragranze che saranno il profumo fatto da noi stessi e quindi unico.

Le essenze più naturali che possiamo trovare in commercio sono gli oli essenziali e gli assoluti,( i secondi più costosi e rari) con questi prodotti totalmente naturali possiamo creare infiniti bouquet di profumi per tutti i gusti.

Per poter creare un profumo è sicuramente utile capire come crearlo senza fare pasticci vari ed inutili sprechi di rari e preziosi oli essenziali.

I vari oli essenziali ed assoluti che si usano per creare un profumo sono classificati in 3 note diverse, un pò come per il vino durante la sua distillazione quando ne viene determinato il grado di purezza. Invece per i profumi a loro volta sono classificate in base alla loro permanenza sulla pelle in base al loro tempo di evaporazione.

Le Note di Testa: Sono rappresentate dagli oli essenziali meno permanenti dulla pelle, quelli che regalano la prima sensazione , il primo sprint appena si annusa un profumo, è la nota più volatile delle 3 elencate ed è quella che si disperde per prima dopo aver spruzzato il profumo.

Le Note di Cuore: Sono rappresentate dagli oli essenziali che hanno un valore di evaporazione medio e quindi si volatilizzano in tempi più lunghi rispetto alle note di testa, sono come dice il nome il "cuore" del profumo, quelli che regalano diverse sfumature tonde alla fragranza finita.

Le Note di Base: Sono rappresentate dagli oli essenziali e dagli assoluti che hanno il valore più basso di volatilità sulla pelle e quindi sono le essenze che persistono di più in un profumo, sono la base della composizione e donano l'anima più intriseca al profumo.

Le composizioni dei profumi non vengono create subito, ma hanno bisogno di un tempo di maturazione per fare in modo che tutte le essenze si fondano per creare la composizione finale,( un pò come per i saponi che per essere maturi per l'uso devono maturare per diverso tempo) per far questo è necessario far maturare il profumo per almeno 2 settimane in modo da avere già un profumo maturato, ma che col tempo cambierà lievemente.

I profumi che generalmente si trovano nei negozi sono suddivisi in 4 categorie definite.
  1. Il Parfum
  2. Eau de Parfum
  3. Eau de cologne
  4. Eau de toilette
Questa scala non è messa a caso, ma è definita dalla quantità di essenza che si trova nel profumo, e quindi detta inevitabilmente la sua permanenza e durata sulla pelle.

Il Parfum è il profumo che ha la concentrazione più alta di essenza che va dal 15% al 40% del totale.

L'eau de parfum ha una concentrazione che va dall'8% al 15%.

L'eau de cologne ha una concentrazione che va dal 4% all' 8%.

L'eau de toilette ha la concentrazione del 2% sul totale.

Partiamo subito con le più comuni forme di profumo che si possono creare col fai-da-te:

  1. Profumi liquidi
  2. Profumi oleosi
  3. Profumi solidi
1) Per creare profumi liquidi in base alcolica basta semplicemente diluire le essenze nelle percentuali che si desidera( facendo riferimento alla tabella delle tipologie dei profumi più in alto) con dell'alcool etilico a 95 gradi, il comune alcool che si usa per preparare dolci e bevande , non quello denaturato. Si diluiscono le essenze con l'alcool in un contenitore di vetro e di mescola delicatamente, lasciano maturare al buio il profumo per almeno 2 settimane agitando di tanto in tanto.


2) Per creare profumi con base oleosa dobbiamo scegliere oli molto resistenti all'ossidazione e duraturi nel tempo, tra questi troviamo l'olio di cocco ,l'olio di germe di grano e l'olio di jojoba, sciogliamo le essenze nell'olio mescolando bene e mettiamolo in un contenitore di vetro scuro per prevenire l'ossidazione, lasciando maturare al buio per almeno 2 settimane agitando di tanto in tanto.


3) Per creare profumi solidi abbiamo bisogno di cere solide e oli liquidi per poter avere un prodotto duro ma spalmabile sulla pelle.
Tra le cere che si possono usare per creare profumi solidi troviamo la cera d'api raffinata, la cera di carnauba, la cera di soja ecc.
Si usa una parte di cera per una parte di olio per le composizioni fatte di cere vegetali, per la cera d'api che ha un potere solidificante minore si usa una percentuale più bassa di olio ed una più alta di cera d'api per permettere di avere un prodotto più solido.
Inoltre se si usa la cera d'api vergine e non raffinata bisogna contare che ha un leggero profumo dolce che va inevitabilmente ad influire sul risultato finale del bouquet finito.
Basta semplicemente far sciogliere a bagno-maria la cera con l'olio sino allo scioglimento, colarla in un barattolo e quando inizia a solidificarsi incorporare le essenze e mescolare per bene, se si mettono gli oli essenziali e gli assoluti mentre la cera è ancora calda si rischia di farli evaporare subito e quindi di compromettere il profumo. chiudere il barattolo col tappo e lasciare maturare.

Oltre ai profumi sovraelencati è possibile creare a casa anche dopobarba e profumi che necessitano nella loro base anche dell'acqua.
L'aggiunta di acqua alla base del profumo ne determina una maggiore deperibilità ed ossidazione degli oli essenziali con annessa una proliferazione di microrganismi e batteri che vanno ad influire sulla durata del prodotto in maniera drastica.

Se vogliamo produrre a casa dei profumi o dopobarba che hanno come base anche acqua è consigliabile produrne solo un pò per volta e consumarlo subito per evitare che vada a male.
In alternativa si devono necessariamente aggiungere alcuni ingredienti per fare in modo che il prodotto non si deteriori.
Tra gli ingredienti che si usano nei profumi contenenti acqua troviamo:
1) Gli anti-ossidanti che sono necessari per evitare l'ossidazione degli oli essenziali che a contatto con l'acqua vanno a male perdendo le loro proprietà e i loro profumi.
2) I conservanti per minimizzare la proliferazione di batteri e muffe nel prodotto per evitare che il prodotto vada a male.
3) Gli agenti solubizzanti che servono ovviamente a far sì che gli oli essenziali rimangano dispersi nell'acqua in maniera omogenea altrimenti data la loro natura andrebbero a galla senza la possibilità di essere vaporizzati.

Gli ingredienti che vanno usati per preparare profumi in base acquosa non li elenco perchè molti di questi vanno a rovinare la stessa natura dei profumi naturali promossa in questo blog in quanto sono sostanze da usare in minime quantità e di origine chimica e petrolifera, quindi non naturale e tossica, per questo se si vogliono usare queste sostanze vi consiglio di comprare dei testi seri dove si descrive minuziosamente l'uso di queste sostanze nei profumi.

Ora che sappiamo come produrre i profumi ci sono alcune avvertenze da fare sull'uso degli oli essenziali.
Esistono tantissimi tipi di oli essenziali derivati da piante. Ogni olio essenziale ha le sue proprietà sulla pelle e le sue caratteristiche.
Esistono in commercio oli essenziali di piante definiti pericolosi perchè tossici anche in bassissime quantità oppure con diverse controindicazioni.
Tra gli oli più comuni ci sono da segnalare gli oli essenziali di agrumi( arancia, limone, bergamotto, mandarino ecc.) che sono fotosensibilizzanti, cioè diventano tossici quando vengono esposti alla luce del sole, quindi è bene evitare profumi composti da oli essenziali di agrumi se ci dobbiamo esporre ai raggi del sole.
Quando andiamo a comprare gli oli essenziali compriamo sempre oli essenziali puri e naturali, chiediamo sempre all'erborista o ad un fitoterapeuta le caratteristiche di oli essenziali di cui non siamo sicuri o di cui non conosciamo la natura .

Scaletta e spunti vari sono stati presi dal libro :
Aromi, profumi e balsami naturali di Garzena Patrizia e Tadiello Marina
di cui nuovamente consiglio l'acquisto assieme all'altro must buy:
Il tuo sapone naturale .
Li trovate tutti e due sul sito della casa editrice FAG ed in tutte le librerie online quali .

Buon inizio!

mercoledì 27 agosto 2008

Bombe Frizzanti da Bagno













Le classiche palline per il bagno, quelle che appena buttate nell'acqua per alcuni minuti frizzano e rendono il bagno un piacevole momento di relax con tante bollicine. Chi non ha mai desiderato provarle? In molti si sono chiesti come queste palline possano frizzare con tanta forza . Bene oggi prepariamo le classiche bombe frizzanti e sveliamo la lista degli ingredienti per ottenerle a casa in 5 minuti!

Può sembrare strano che un prodotto del genere sia così semplice ma il segreto che rende frizzante il preparato è la combinazione di acido citrico e bicarbonato di sodio. Solo questo.
Questi 2 elementi a contatto con acqua frizzano per tanti minuti!

L'acido citrico ed il bicarbonato di sodio nel bagno hanno effetti addolcenti e dermopurificanti sulla pelle.

Preparare le palline per il bagno è semplice e veloce.
Le composizioni possono essere neutre senza l'aggiunta di altri ingredienti, oppure aggiunte ad altre materie prime che conferiscono al prodotto profumi, proprietà e colore.
Per esempio possiamo profumare le nostre bombe con oli essenziali per ottenere bagni profumati ed avere allo stesso tempo tutti i benefici delle varie piante.
Oppure possiamo preparare bombe con argilla per bagni curativi, bombe con sale marino integrale, bombe con amido di riso ecc ecc.
Insomma un preparato frizzante base per donare al bagno una nota decorativa.

Per preparare le bombe a "formina" abbiamo bisogno di acido citrico, bicarbonato di sodio ed un olio vegetale a scelta.
L'olio serve a legare meglio i due elementi e a dare forma altrimenti le due polveri spesso se non ben pressate tendono a separarsi molto facilmente. .
Assieme all'olio se si vuole è possibile aggiungere oli essenziali per profumare, in questo caso è meglio prendere un cucchiaino di amido e sciogliere l'olio essenziale che così rimane nel composto senza volatilizzarsi.
Come per gli oli essenziali possiamo usare l'olio vegetale per la pelle che più ci aggrada, per esempio olio di mandorle dolci, olio di sesamo, olio d'oliva ecc.
Ogni olio ha le sue proprietà sulla pelle. C'è una vastissima scelta di oli per ogni esigenza.

Per preparare le bombe dobbiamo seguire una semplice regola:
La percentuale di bicarbonato di sodio e di acido critrico è di 3/1 .
In pratica bisogna mettere una parte di acido citrico in 3 di bicarbonato di sodio.
Come misura di base possiamo usare tazzine di caffè, bicchieri , contenitori ecc. L'importante che si rispettino le proporzioni per qualsiasi quantità di bombe si voglia fare.

Il bicarbonato di sodio lo si trova in tutti i supermercati, l'acido citrico anidro lo si trova nei negozi specializzati, su internet: io lo prendo da officina naturae Clicca
oppure in farmacia ma a caro prezzo.

Ho preparato oggi bombe frizzanti con foglie ed olio essenziale di eucalipto e bombe con the verde e olio essenziale di menta piperita.
La preparazione che scriverò è base. Ovvero ognuno ci aggiunge ingredienti a piacere, così ognuno usa quello che preferisce o quello che ha a portata di mano.

Ingredienti:

Necessari:
  • 1 Tazzina da liquore di Acido Citrico Anidro
  • 3 Tazzine da liquore di Bicarbonato di Sodio
  • Olio vegetale a scelta
Facoltativi:
  • Amido di riso , di mais o di frumento a scelta
  • Oli essenziali a scelta per profumare
  • Erbe ,spezie e fiori secchi a piacere
  • Argilla, sale marino integrale,polveri ecc
Preparazione:

Versare in un recipiente 3 tazzine di bicarbonato di sodio ed 1 tazzina di acido citrico.
Mescolare sino ad avere i due ingredienti ben miscelati.
Aggiungere fiori , erbe, spezie secche a piacere in base ai propri gusti e mescolare per bene.
(In questo momento possiamo aggiungere argilla, sale marino integrale ecc per preparare bombe diverse. Altrimenti seguiamo il resto dell'articolo per aggiungere solo oli essenziali)
Prendere un cucchiaino di amido di riso e aggiungerci sopra l'olio essenziale a scelta che così non evaporerà.
Aggiungere al composto e versare dell'olio vegetale quanto basta giusto per far rapprendere il tutto senza eccedere nella quantità, appena vedete che il composto mescolando si sta addensando mescolate ancora e non aggiungete più olio, regolatevi ad occhio.
Mescolare per bene sino ad avere un composto omogeneo e senza grumi.
é importante che le bombe non vengano a contatto con acqua durante la preparazione, per questo motivo non si può usare l'acqua come ingrediente nella preparazione perchè altrimenti si sprigiona il potere frizzante dei due ingredienti principali e sarebbe tutto da buttare.
Ora possiamo formare le formine.
Mettiamo il composto negli stampi ( possiamo usare quelli del ghiaccio, del sapone, delle candele, qualsiasi contenitore ci piaccia), riempire ogni stampo e pressare per bene.
Lasciare riposare 1 ora dando il tempo alle bombe di rapprendersi ed di asciugarsi un pochino e successivamente togliere dagli stampi stando attenti a non romperle durante l'operazione.
Se si rompe qualche bomba è sufficente ripressarla nello stampo e rifarla, magari aggiungendo un goccino d'olio.

Ora lasciamo asciugare per un paio di giorni in luogo asciutto ed areato.
Mettiamo le bombe in un contenitore chiuso in modo che non perdano profumo.
Si conservano per circa 3-4 mesi in base alla deperibilità degli ingredienti che abbiamo usato.

Se al posto delle bombe frizzanti vogliamo preparare polveri da bagno secche possiamo aggiungere 3 parti di bicarbonato di sodio, 1 di acido citrico, argille, sali, fiori ed erbe secche a piacere e conservare per moltissimo tempo. Questo metodo è sicuramente più duraturo perchè non è deperibile non contenendo al suo interno l'olio.
Si può preparare e conservare un contenitore ermetico e prendere un pò di preparato frizzante per ogni bagno, magari mettendolo in una bella boccia da mettere in bagno come decorazione.

Le bombe frizzanti sono anche dei bei pensieri da regalare, sia a formina che in polvere.

Buon Bagno